| Scritto da red. |
| Martedì 31 maggio 2011 16:50 |
| Per gli episodi nella guerra di Liberazione riconoscimento di bronzo al comune tocense Gravellona Toce (Verbania - Vco) sarà insignita della medaglia di bronzo al valore civile per quanto successe sul territorio comunale negli anni ‘44-’45: lo ha confermato il sindaco Massimo Giro, su indicazione del prefetto del Vco Giorgio Zanzi. L'istanza era stata presentata dalla precedente amministrazione guidata da Anna Di Titta. La cerimonia ufficiale si svolgerà molto probabilmente in occasione della festa patronale di San Pietro, a fine giugno. “Questa onorificenza che finirà sul nostro gonfalone - sottolinea il primo cittadino - è il giusto riconoscimento per chi si è battuto ed ha perso la vita per la libertà”. I dettagli del programma per il conferimento della medaglia di bronzo saranno resi noti nei prossimi giorni. fonte VERBANIANEWS |
Il blog del Gruppo consigliare Insieme per Gravellona - "La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi." Platone
martedì 31 maggio 2011
MEDAGLIA AL VALOR CIVILE PER GRAVELLONA
lunedì 30 maggio 2011
NO AL NUCLEARE - VOTA SI' AL REFERENDUM
Il disastro nucleare di Fukushima in prospettiva – Helen Caldicott (1)
Il 18 marzo scorso si è tenuta a Montreal una conferenza della dottoressa Helen Caldicott, con il sostegno del Centre for Research on Globalization (CRG). Riportiamo il testo della conferenza stampa organizzata da Global Research, tenuta dopo la relazione della dottoressa Caldicott.Vorrei anzitutto presentare questo rapporto su Chernobyl, stilato dalla New York Academy of Sciences, che è disponibile online (2). Sono stati tradotti per la prima volta cinquemila articoli dal russo all’inglese. Si sostiene che siano già morte circa un milione di persone a causa dell’incidente di Chernobyl, a dispetto di quel che l’OMS (3) e la IAEA dicono (4). Questo è uno degli insabbiamenti più mostruosi nella storia della medicina. E tutti dovrebbero sapere di cosa si tratta.
E ora facciamo un confronto con il Giappone. Quello del Giappone è, in ordine di grandezza, un incidente infinitamente peggiore di Chernobyl. Nella mia vita non mi era mai capitato di immaginare che sei reattori nucleari potessero essere a rischio (5). Sapevo che tre ingegneri della GE che hanno contribuito a progettare i reattori Mark I si erano dimessi perché ritenevano che fossero pericolosi (6).
Insomma, il Giappone li ha costruiti su una faglia sismica. I reattori hanno resistito parzialmente al terremoto, ma l’erogazione della corrente elettrica si è interrotta e l’elettricità serve per l’impianto di raffreddamento dell’acqua, poco meno di quattro milioni di litri al minuto per ogni reattore. Senza l’acqua di raffreddamento, il livello del liquido si abbassa e le barre si surriscaldano fino a fondersi, come è successo a Three Mile Island e a Chernobyl (continua)
http://serenoregis.org/2011/05/il-disastro-nucleare-di-fukushima-in-prospettiva-helen-caldicott-1/
domenica 29 maggio 2011
...E HANNO ANCORA 3 ANNI A DISPOSIZIONE !
Questi manifesti sono affissi in città per ricordare le innumerevoli scelte della Giunta Giro (Nocilla, Epifani, Ronco, Sirianni, Geraci e Magistris) che hanno notevolmente migliorato la vita dei gravellonesi. Grazie !
giovedì 5 maggio 2011
lunedì 2 maggio 2011
Il macchinario
Della Casa dell’acqua ne abbiamo parlato e riparlato in svariate commissioni e tutti si sono sempre espressi a favore; addirittura la Lega aveva avviato una campagna di rivendicazione della paternità di quella brillante idea. L’assessore Nocilla, con la rapidità di un velociraptor a digiuno da secoli, si è subito messo in azione con la richiesta di preventivi e nel breve volgere di circa un anno sta ancora valutando quale sia il migliore. La convinzione con cui tutti si sono sperticati a sostenere questa iniziativa mi ha sempre fatto supporre che probabilmente non si sarebbe mai realizzato nulla. E invece è ancora peggio. Durante l’ultima commissione ambiente ci è stata prospettata dall’assessore l’imminente installazione nelle scuole di quello che avevo inteso fosse un impianto per l’erogazione di acqua gasata così come si era prospettato per le case dell’acqua; mi sembra utile ricordare quello che è stato già ribadito più volte, e cioè che l’acqua potabile presente nella rete idrica deve essere già, appunto, potabile e quindi sana e buona senza bisogno di ulteriori interventi per cui al massimo si può pensare di incentivarne l’uso attraverso l’addizione di anidride carbonica in modo da soddisfare il piacere di chi la desidera gasata in alternativa all’acquisto di acque in bottiglia. Possiamo aggiungere il fatto che nella nostra zona, in virtù della natura delle rocce presenti, abbiamo acque assolutamente dolci (salinità molto bassa) e soprattutto prive di calcare che è invece presente in altre zone d’Italia. Per voler essere più zelanti nella garanzia di sanità delle acque potabili (che è già un obbligo di legge) si può anche pensare di aggiungere in qualche punto della rete idrica o in qualche punto di consumo collettivo (scuole, mense, case dell’acqua ecc.) qualche impianto di ulteriore sanificazione ma risulterebbe assolutamente eccessivo e quasi sempre inutile investire ulteriori risorse per micro impianti domestici. Non è detto che in qualche situazione particolare possa essere utile l’impianto domestico ma per fortuna non è il nostro caso, per cui non possiamo far altro che consigliare, in quanto Consiglieri, al signor assessore di andarsi a riguardare i preventivi e realizzare finalmente la duecentocinquantacinquesima Casa dell’Acqua italiana.
Dopo le sue dichiarazioni sarebbe utile avere alcune risposte da parte dell’esperto assessore:
da quando le nostre acque contengono calcare?
Quali e quanti batteri sono contenuti nelle acque potabili? Saranno mica anche patogeni? Qual'è la quantità giusta di sali minerali?
L'esigenza di questo "macchinario" da cosa nasce, significa che fino ad ora nei nostri acquedotti abbiamo avuto acqua non potabile?
Non è dovere dell'amministrazione garantire la potabilità dell'acqua per tutti?
Le case dell'acqua sono tutt'altra cosa, la certezza di poter aprire il rubinetto e avere acqua potabile non è un lusso da raggiungere attraverso costosi "macchinari domestici" ma deve essere una condizione garantita dall'ente pubblico attraverso gli opportuni investimenti sull'intera rete idrica senza spreco di contributi individuali .
Dopo le sue dichiarazioni sarebbe utile avere alcune risposte da parte dell’esperto assessore:
da quando le nostre acque contengono calcare?
Quali e quanti batteri sono contenuti nelle acque potabili? Saranno mica anche patogeni? Qual'è la quantità giusta di sali minerali?
L'esigenza di questo "macchinario" da cosa nasce, significa che fino ad ora nei nostri acquedotti abbiamo avuto acqua non potabile?
Non è dovere dell'amministrazione garantire la potabilità dell'acqua per tutti?
Le case dell'acqua sono tutt'altra cosa, la certezza di poter aprire il rubinetto e avere acqua potabile non è un lusso da raggiungere attraverso costosi "macchinari domestici" ma deve essere una condizione garantita dall'ente pubblico attraverso gli opportuni investimenti sull'intera rete idrica senza spreco di contributi individuali .
martedì 26 aprile 2011
Bonus bebè sempre uguali, ma anche meno
Anche per il 2011 è stato confermato il bonus bebè.
La delibera di giunta che definisce l’atto di indirizzo per l’assegnazione di questo contributo stabilisce alcuni punti fermi di questa iniziativa: viene ridotto l’importo da 500 a 350 euro per ogni bambino nato e si alza il tetto di I.S.E.E. della famiglia da 18.000 a 25.000 euro, in pratica qualche soldo in meno ma a più famiglie.
E’ un piccolo aiuto che a chi ne ha bisogno può comunque far comodo; che grande sensibilità!
Sarà così? No!
E’ la solita iniziativa puramente ideologica per mettere in evidenza che questo aiuto, seppur piccolo, viene dato solo ai “nostri”. Infatti anche per il 2011 viene confermato il punto tanto caro ad alcuni consiglieri: almeno uno dei due genitori deve essere di cittadinanza italiana o di stato appartenente all’unione europea. In pratica tutto questo serve a far vedere che ai bambini figli di genitori stranieri non diamo nessun aiuto. Naturalmente quando si parla di cittadini stranieri, extra UE, per i quali è meglio non sprecare soldi preziosi non si intende canadesi, neozelandesi o australiani; dai che ci siamo capiti, non vorrete mica che un neonato, figlio di extracomunitari, magari pure di colore diverso, venga arricchito di una simile cifra senza essersi ancora ripulito del gravissimo peccato originale di non essere figlio di italiani? Poco importa se i suoi genitori abbiano gli altri requisiti stabiliti dal regolamento e cioè essere residenti da almeno 2 anni pagando regolarmente le tasse, a partire dall’addizionale comunale IRPEF, e ovviamente essere in regola con tutti gli altri requisiti di cittadinanza regolare. Per pagare le tasse si è subito italiani, per acquisire qualche diritto no. Il messaggio è chiaro: col cavolo che i bambini sono tutti uguali, fin dalla nascita devono essere discriminati. Nascere da genitori stranieri è una colpa.
Statisticamente sappiamo che ogni anno a Gravellona nascono meno di una decina di bambini figli di genitori entrambi stranieri residenti da almeno due anni a Gravellona, vorrebbe dire spendere al massimo 3.500 euro in più. Sarebbe un bel segnale di accoglienza proprio verso i nuovi nati, un segnale per dare fiducia ad una possibile integrazione nella nostra società. Si perde un’occasione per ridurre le differenze e la si coglie per accentuarle.
Sono queste le battaglie della lega: quando si festeggia l’unità d’Italia non si sentono italiani, quando si parla di stranieri improvvisamente si sentono più italiani di tutti.
La delibera di giunta che definisce l’atto di indirizzo per l’assegnazione di questo contributo stabilisce alcuni punti fermi di questa iniziativa: viene ridotto l’importo da 500 a 350 euro per ogni bambino nato e si alza il tetto di I.S.E.E. della famiglia da 18.000 a 25.000 euro, in pratica qualche soldo in meno ma a più famiglie.
E’ un piccolo aiuto che a chi ne ha bisogno può comunque far comodo; che grande sensibilità!
Sarà così? No!
E’ la solita iniziativa puramente ideologica per mettere in evidenza che questo aiuto, seppur piccolo, viene dato solo ai “nostri”. Infatti anche per il 2011 viene confermato il punto tanto caro ad alcuni consiglieri: almeno uno dei due genitori deve essere di cittadinanza italiana o di stato appartenente all’unione europea. In pratica tutto questo serve a far vedere che ai bambini figli di genitori stranieri non diamo nessun aiuto. Naturalmente quando si parla di cittadini stranieri, extra UE, per i quali è meglio non sprecare soldi preziosi non si intende canadesi, neozelandesi o australiani; dai che ci siamo capiti, non vorrete mica che un neonato, figlio di extracomunitari, magari pure di colore diverso, venga arricchito di una simile cifra senza essersi ancora ripulito del gravissimo peccato originale di non essere figlio di italiani? Poco importa se i suoi genitori abbiano gli altri requisiti stabiliti dal regolamento e cioè essere residenti da almeno 2 anni pagando regolarmente le tasse, a partire dall’addizionale comunale IRPEF, e ovviamente essere in regola con tutti gli altri requisiti di cittadinanza regolare. Per pagare le tasse si è subito italiani, per acquisire qualche diritto no. Il messaggio è chiaro: col cavolo che i bambini sono tutti uguali, fin dalla nascita devono essere discriminati. Nascere da genitori stranieri è una colpa.
Statisticamente sappiamo che ogni anno a Gravellona nascono meno di una decina di bambini figli di genitori entrambi stranieri residenti da almeno due anni a Gravellona, vorrebbe dire spendere al massimo 3.500 euro in più. Sarebbe un bel segnale di accoglienza proprio verso i nuovi nati, un segnale per dare fiducia ad una possibile integrazione nella nostra società. Si perde un’occasione per ridurre le differenze e la si coglie per accentuarle.
Sono queste le battaglie della lega: quando si festeggia l’unità d’Italia non si sentono italiani, quando si parla di stranieri improvvisamente si sentono più italiani di tutti.
sabato 23 aprile 2011
Vieta ai cittadini...
...di sostare in spazi pubblici e presso edifici pubblici (piazze, cortili, parcheggi, scalinate, chiese, municipio, uffici postali, oratorio, scuole, ecc.) se non all'uopo deputati e/o preventivamente autorizzati ai sensi di legge e dei regolamenti comunali vigenti in materia...
Dalla stampa locale si apprende che l'ordinanza del sindaco sceriffo ha già prodotto brillanti risultati andando a sanzionare pericolosi cittadini che sostavano minacciosamente in spazi pubblici.
Il nostro sceriffo si sarà accorto che nel frattempo:
SINDACI SCERIFFO: LA CONSULTA BOCCIA LA NORMA
Roma, 7 apr -La Consulta boccia la norma sui sindaci-sceriffo. Era una norma prevista nel pacchetto sicurezza del ministro Roberto Maroni. Secondo la Corte costituzionale concede "poteri non limitati". La Consulta ha bocciato la norma sui sindaci-sceriffo prevista nel pacchetto-sicurezza. La Corte costituzionale ha 'tagliato' oggi, con la sentenza 115 del 2011, un pezzo del pacchetto sicurezza, promosso a suo tempo dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, "nella parte in cui consente che il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotti provvedimenti a 'contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato', al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di contingibilità e urgenza".
Norma che consente ai sindaci di emanare ordinanze a tutela della "incolumità pubblica" e della "sicurezza urbana" è stata bocciata in parte perchè secondo i giudici della Consulta concedeva poteri non sufficientemente delimitati dalla legge ai primi cittadini, trasformati in sindaci-sceriffi secondo la sintesi giornalistica adottata in occasione dell'approvazione parlamentare della legge. Il caso, sollevato di fronte al Tar del Veneto dall'associazione Razzismo Stop contro il comune di Selvazzano Dentro, riguarda una ordinanza per proibire l'accattonaggio.
(
da Redazione » 07/04/2011, 20:07)
Per ora non è ancora stato confermato se nella Libera Repubblica Presidenziale gravellonese si debba sottostare a normative sovracomunali o se vi sia una deroga che permette al nostro sceriffo di legiferare in piena e totale autonomia; in tal caso l'unica soluzione pratica sarebbe di adottare il metodo che si usa in molte caserme: gli spazi aperti si attraversano senza fermarsi e sempre al passo di corsa, in questo modo si evita la sosta, non si rischiano le sanzioni e tutti si sentono in piena sicurezza.
E chi lo dice al vice sindaco?
Dalla stampa locale si apprende che l'ordinanza del sindaco sceriffo ha già prodotto brillanti risultati andando a sanzionare pericolosi cittadini che sostavano minacciosamente in spazi pubblici.
Il nostro sceriffo si sarà accorto che nel frattempo:
SINDACI SCERIFFO: LA CONSULTA BOCCIA LA NORMA
Roma, 7 apr -La Consulta boccia la norma sui sindaci-sceriffo. Era una norma prevista nel pacchetto sicurezza del ministro Roberto Maroni. Secondo la Corte costituzionale concede "poteri non limitati". La Consulta ha bocciato la norma sui sindaci-sceriffo prevista nel pacchetto-sicurezza. La Corte costituzionale ha 'tagliato' oggi, con la sentenza 115 del 2011, un pezzo del pacchetto sicurezza, promosso a suo tempo dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, "nella parte in cui consente che il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotti provvedimenti a 'contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato', al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di contingibilità e urgenza".
Norma che consente ai sindaci di emanare ordinanze a tutela della "incolumità pubblica" e della "sicurezza urbana" è stata bocciata in parte perchè secondo i giudici della Consulta concedeva poteri non sufficientemente delimitati dalla legge ai primi cittadini, trasformati in sindaci-sceriffi secondo la sintesi giornalistica adottata in occasione dell'approvazione parlamentare della legge. Il caso, sollevato di fronte al Tar del Veneto dall'associazione Razzismo Stop contro il comune di Selvazzano Dentro, riguarda una ordinanza per proibire l'accattonaggio.
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Per ora non è ancora stato confermato se nella Libera Repubblica Presidenziale gravellonese si debba sottostare a normative sovracomunali o se vi sia una deroga che permette al nostro sceriffo di legiferare in piena e totale autonomia; in tal caso l'unica soluzione pratica sarebbe di adottare il metodo che si usa in molte caserme: gli spazi aperti si attraversano senza fermarsi e sempre al passo di corsa, in questo modo si evita la sosta, non si rischiano le sanzioni e tutti si sentono in piena sicurezza.
E chi lo dice al vice sindaco?
martedì 19 aprile 2011
Il 12 giugno si vota lo stesso
Qualcuno lo spieghi.
La notizia di oggi è l’inversione di rotta del governo sulla questione nucleare: è stato presentato un emendamento con cui vengono abrogate le norme che erano state introdotte al fine di ritornare al nucleare. In apparenza è una buona notizia e come tutte le belle notizie vanno apprezzate, tuttavia ci poniamo un quesito:
considerata la convinzione con cui era stata difesa questa scelta risulta piuttosto inaspettato questa clamorosa inversione a U per cui qual è la motivazione di fondo?
Possiamo fare alcune ipotesi:
1. il governo si è lasciato prendere dall’onda emotiva causata dal terremoto in Giappone. Sensibili, emotivi.
2. Il professor Veronesi dopo qualche tempo con le scorie nucleari sul comodino ha cominciato a lamentare un leggero mal di testa. Ipocondriaci.
3. I sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza della popolazione è oggi contraria al ritorno al nucleare. Opportunisti, paraculi.
4. Fanno finta di fermarsi e dopo le elezioni amministrative e referendarie invertono di nuovo la rotta. Strateghi, prestigiatori.
5. Allentano la tensione sul referendum facendolo credere inutile in modo che salti il quorum anche per gli altri due quesiti referendari. Maliziosi, furbi, disperati.
6. La somma algebrica di tutti i punti precedenti messi insieme. Inclusivi.
7. Il governo ha ascoltato autorevoli pareri di scienziati e economisti di tutto il mondo che gli hanno spiegato che tornare a questo genere di tecnologia nucleare sarebbe una follia senza alcun senso e pertanto ha umilmente quanto ragionevolmente deciso di fare un passo indietro. Illusi (noi a ipotizzarlo).
Intanto che il mondo politico si affretterà a dare le più stravaganti spiegazioni sul perché di questa scelta la nostra proposta è molto semplice. Il 12 giugno andiamo diligentemente ad esprimere il nostro voto per i 3 referendum (sarà la cassazione a dire se quello sul nucleare ci sarà o no e con quale testo) che finora sono stabiliti:
• SI per dire no al nucleare.
• SI per dire no alla privatizzazione dell’acqua.
• SI per dire no al legittimo impedimento.
Può darsi che coloro che hanno interessi personali, nel perseguire gli obiettivi che i referendum andrebbero a contrastare, non si stancheranno di continuare la loro lotta per tenere ben chiuse le mandibole sulla polpa che hanno addentato, ma ovviamente noi non ci stancheremo di trovare e usare tutti gli strumenti democratici per impedirglielo.
Mancano 53 giorni, prepariamoci.
La notizia di oggi è l’inversione di rotta del governo sulla questione nucleare: è stato presentato un emendamento con cui vengono abrogate le norme che erano state introdotte al fine di ritornare al nucleare. In apparenza è una buona notizia e come tutte le belle notizie vanno apprezzate, tuttavia ci poniamo un quesito:
considerata la convinzione con cui era stata difesa questa scelta risulta piuttosto inaspettato questa clamorosa inversione a U per cui qual è la motivazione di fondo?
Possiamo fare alcune ipotesi:
1. il governo si è lasciato prendere dall’onda emotiva causata dal terremoto in Giappone. Sensibili, emotivi.
2. Il professor Veronesi dopo qualche tempo con le scorie nucleari sul comodino ha cominciato a lamentare un leggero mal di testa. Ipocondriaci.
3. I sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza della popolazione è oggi contraria al ritorno al nucleare. Opportunisti, paraculi.
4. Fanno finta di fermarsi e dopo le elezioni amministrative e referendarie invertono di nuovo la rotta. Strateghi, prestigiatori.
5. Allentano la tensione sul referendum facendolo credere inutile in modo che salti il quorum anche per gli altri due quesiti referendari. Maliziosi, furbi, disperati.
6. La somma algebrica di tutti i punti precedenti messi insieme. Inclusivi.
7. Il governo ha ascoltato autorevoli pareri di scienziati e economisti di tutto il mondo che gli hanno spiegato che tornare a questo genere di tecnologia nucleare sarebbe una follia senza alcun senso e pertanto ha umilmente quanto ragionevolmente deciso di fare un passo indietro. Illusi (noi a ipotizzarlo).
Intanto che il mondo politico si affretterà a dare le più stravaganti spiegazioni sul perché di questa scelta la nostra proposta è molto semplice. Il 12 giugno andiamo diligentemente ad esprimere il nostro voto per i 3 referendum (sarà la cassazione a dire se quello sul nucleare ci sarà o no e con quale testo) che finora sono stabiliti:
• SI per dire no al nucleare.
• SI per dire no alla privatizzazione dell’acqua.
• SI per dire no al legittimo impedimento.
Può darsi che coloro che hanno interessi personali, nel perseguire gli obiettivi che i referendum andrebbero a contrastare, non si stancheranno di continuare la loro lotta per tenere ben chiuse le mandibole sulla polpa che hanno addentato, ma ovviamente noi non ci stancheremo di trovare e usare tutti gli strumenti democratici per impedirglielo.
Mancano 53 giorni, prepariamoci.
giovedì 14 aprile 2011
Poche idee ma confuse
Leggendo il comunicato stampa del sindaco sul sito ufficiale della Città di Gravellona emergono alcuni interrogativi ai quali il Sindaco è chiamato a rispondere. Si afferma che su quell’area qualcuno dovrà intervenire con una bonifica ambientale; questa affermazione suscita una forte preoccupazione poiché lascia intendere che il sindaco sia a conoscenza di fatti e situazioni che fino ad ora nessuno conosce: che tipo di inquinamento ha riscontrato? Come mai fino ad ora nessuno ne ha mai parlato? Cosa intende dire quando afferma che “qualcuno” dovrà farsene carico, non dovrebbe essere solo ed esclusivamente chi della necessità di bonifica è stato la causa? Non penso proprio che qualora venisse verificata una situazione di questo genere ci sarebbero grossi problemi ad individuare i responsabili.
Si rimane assolutamente perplessi anche di fronte all’affermazione del sindaco Giro quando afferma che trova strana la scelta di alcuni lavoratori di rinunciare al trasferimento a Novara; di fronte ad un incentivo economico messo a disposizione dall’azienda proprio per favorire le rinunce spontanee non c’è proprio da stupirsi se qualcuno, magari, si è cercato una alternativa più vicina e ha fatto i propri calcoli tenendo conto del rapporto costi benefici determinato dall’evidente intenzione dell’azienda di disincentivare la ricollocazione a Novara. Egli definisce “strana” la scelta volendo forse insinuare qualcos’altro? Perché non prova a mettersi una volta dalla parte di chi lavora, per capire davvero cosa significhi, dopo aver lavorato seriamente per anni in una azienda, trovarsi a dover accettare e subire delle condizioni nettamente più sfavorevoli che si sono determinate a causa di fattori di cui non è assolutamente responsabile? Perché il sindaco preferisce lasciar intendere che siano sempre i lavoratori a fare scelte strane e preferisce prostrarsi sempre alla legittimazione di un’economia sovrana che un pezzo alla volta sta demolendo tutte quelle certezze che hanno permesso a tutti noi, lui compreso, di conquistare la qualità della vita di cui oggi ancora godiamo?
Infine afferma che ad oggi non ci siano richieste ufficiali di cambio di destinazione d’uso dell’area; bisogna essere dei maghi per vedere nel futuro e intuire che sia ovvio che si tratti solo di una questione di tempo? Cosa intende fare, gestire in gran segreto anche questa trattativa come fosse la gestione della cuccia del suo cane? Sarebbe il caso di ricordargli che il sindaco è un ruolo pro tempore nella gestione della cosa pubblica, non è di sua esclusiva proprietà e soprattutto non lo sarà per molto tempo per cui magari un po’ di rispetto per la vera natura del suo ruolo non sarebbe sprecato.
venerdì 8 aprile 2011
Osservazioni contemplative
Ci siamo permessi di presentare alcune osservazioni al nuovo piano regolatore. Il percorso verso l'approvazione definitiva del nuovo piano sarà ancora molto lungo e chissà che durante il suo lungo iter non si riesca ad apportare qualche miglioramento. Non c'è molto da fare invece per quel che riguarda il piano particolareggiato della zona crociera che viaggia su una corsia preferenziale che ne prevede l'approvazione definitiva in tempi molto più stretti. Siamo sinceramente dispiaciuti per il fatto che questa pianificazione preveda di sacrificare il piccolo parco giochi dietro al municipio e contemporaneamente anche il più volte citato terreno dietro la biblioteca che avrebbe potuto sostituirlo migliorandone la funzione. Non vorrei sembrare disfattista ma credo che questo sindaco piuttosto che fare un passo indietro su qualcosa si taglierebbe le gambe; molto diverso è invece l'atteggiamento di alcuni suoi consiglieri che nel 1996 firmarono un documento, che impegnava l'allora amministrazione a mantenere integra e verde quella stessa area, ma che ora pare siano stati convinti a invertire la rotta; probabilmente i proponenti che hanno presentato il progetto immobiliare sul quale è stata plasmata la scheda di previsione del piano sono stati molto convincenti.
In effetti hanno ragione: una macchia verde in mezzo al rosso delle tegole, al grigio dell'asfalto e del cemento non sta neanche bene, è molto meglio uniformare anche quello spreco di terreno agli spazi che lo circondano; se proprio uno vuole camminare nel verde può sempre andare su per il Mottarone o per la Minarola e anche tutte queste mamme con la fissa di portare i bambini al parco giochi in mezzo alle città sono proprio bizzarre: andassero a lavorare, mica al parco giochi. Gravellona sarà magnifica: nuovi palazzi assurgenti verso il cielo, macchine inghiottite nelle viscere della terra nei nuovi posteggi sotterranei e teletrasportate verso le loro successive mete, e infine...piazze, piazze e ancora piazze; speriamo solo che il sindaco si ricordi di ritirare quella simpatica ordinanza con la quale vieta ai cittadini di sostare negli spazi pubblici; avere tutte quelle piazze e prendere una multa ogni volta che ci si ferma sarebbe piuttosto fastidioso.
In effetti hanno ragione: una macchia verde in mezzo al rosso delle tegole, al grigio dell'asfalto e del cemento non sta neanche bene, è molto meglio uniformare anche quello spreco di terreno agli spazi che lo circondano; se proprio uno vuole camminare nel verde può sempre andare su per il Mottarone o per la Minarola e anche tutte queste mamme con la fissa di portare i bambini al parco giochi in mezzo alle città sono proprio bizzarre: andassero a lavorare, mica al parco giochi. Gravellona sarà magnifica: nuovi palazzi assurgenti verso il cielo, macchine inghiottite nelle viscere della terra nei nuovi posteggi sotterranei e teletrasportate verso le loro successive mete, e infine...piazze, piazze e ancora piazze; speriamo solo che il sindaco si ricordi di ritirare quella simpatica ordinanza con la quale vieta ai cittadini di sostare negli spazi pubblici; avere tutte quelle piazze e prendere una multa ogni volta che ci si ferma sarebbe piuttosto fastidioso.
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