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lunedì 31 maggio 2010

Granerolo dimenticata ?

 
Strada di collegamento Val Guerra dopo la messa in sicurezza del 2009 (Giunta Di Titta)


Notizie da Granerolo giungono dal Consigliere Ernesto Meazza che nei giorni scorsi ha presentato un'interpellanza al Sindaco segnalando alcuni problemi che da tempo investono le stradedi collegamento tra Gravellona Toce e la frazione di Granerolo . Ecco il testo:

Al Signor Sindaco del Comune di Gravellona Toce
Oggetto degrado e abbandono totale delle strade di collegamento tra Granerolo e Gravellona Toce.

Il sottoscritto Ernesto Meazza Consigliere di minoranza del gruppo "Insieme per Gravellona" chiede all'attuale Amministrazione di verificare le condizioni di Via Mulattiera vecchia, Via Casa del Gallo e Via Val Guerra.
La Via Mulattiera vecchia non è più transitabile dal 17 luglio dello scorso anno dopo le forti piogge verificatesi. Perché non si è fatto nessun intervento conservativo di manutenzione straordinaria ?
Via casa del Gallo abbonda di cartelli segnaletici contraffatti e di cartelli con riferimento a dossi non più esistenti. In Via Val Guerra da mesi giacciono mucchi di immondizia a bordo strada, buche che avrebbero bisogno di manutenzione straordinaria per rimuovere definitivamente il problema che si ripropone negli stesi punti da tempo. La Via Val Guerra è diventata anche un'ottima discarica di macerie edilizie, quasi tutte provenienti da cantieri furoi di Granerolo. Visto che in suddetta località esiste già un cartello che vieta il transito ai camion, chiedo che venga reso più esplicito il motivo di tale divieto rendendolo più restrittivo per chi non è residnte nel comune di Gravellona Toce.
In attesa che questa interpellanza sia messa all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.
Il Consigliere counale
Ernesto Meazza

martedì 25 maggio 2010

L'asfalto non è commestibile

Vagando fra i blog, che ancora esistono prima che il "decreto intercettazioni" li spazzi via, ho trovato un post abbastanza inquietante che mi auguro sia pura fantascienza visto che prospetta degli scenari veramente difficili da sostenere. So già che pubblicare ipotesi di questo genere può sollevare un coro di accuse di disfattismo, di essere tifosi della crisi, di essere ultra pessimisti ecc. ecc. Mi permetto di farlo proprio perchè sono serinissimo nel sostenere che simili accuse nei miei confronti sono totalmente infondate, e so che la stessa cosa vale per gli altri autori di questo blog con i quali ritengo di avere in comune una enorme dose di sano umorismo, molta ironia e autoironia e grandi quantità di ottimismo di fondo. Tutto questo però non significa dover essere ciechi e totalmente incapaci di osservare i fatti, sia economici sia politici, che si susseguono a livello internazionale e che è ormai evidente abbiano una ricaduta quasi immediata anche sul nostro piccolo mondo locale in cui viviamo ogni giorno. Lo scenario immaginato nel post naturalmente è un estremizzazione di una possibile evoluzione ma fra le tante prospettive possibili  non è sicuramente la meno probabile.

Quanto vale un chilo di cemento? Due patate? Mezzo litro di latte? Un cespo di lattuga?




"....Con l’enorme quantità di denaro che, nelle sue varie forme, è in circolazione, abbiamo ipotecato il futuro fino a epoche così sideralmente lontane da renderlo inesistente. Quando ci sarà il collasso e il denaro sparirà, la gente delle città, rendendosi conto che non può mangiare l’asfalto, si dirigerà verso le campagne e si assisterà a lotte feroci e sanguinose per il possesso di un po’ di terra, di un campo di patate, di una mucca per quanto scorreggiante. Tatanga Jota, alias Toro Seduto, ci aveva avvertiti alla fine dell’Ottocento: "Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche", ma possiamo dar retta a un pellerossa, a un "primitivo" noi che possediamo una scienza che va a ravanare nel genoma pretendendo di scoprire l’origine della vita, talmente colmi della nostra "ubris" da non ascoltare non dico Toro Seduto ma nemmeno Eraclito che nel VI secolo a.C. dice: "Tu non troverai i confini dell’anima, per quanto vada innanzi, tanto profonda è la sua ragione"? La crescita non è un bene in sè. Anche il tumore è una crescita di cellule impazzite. L’uomo moderno, in preda al proprio delirio di onnipotenza, è impazzito. E lascerà presto il campo a bestie un po’ più intelligenti. www.massimofini.it"

Prossimamente pubblicheremo il testo integrale di una lettera di un capo indiano scritta nel 1855 al Presidente degli Stati Uniti d'America. C'è molto da riflettere.

venerdì 21 maggio 2010

VOGLIAMO LE PISCINE ! ! !


Mercoledì scorso con un'espressione cara ai leghisti eravamo al mercato "in mezzo alla gente" (loro non ci sono mai per volere o difendere servizi , preferiscono il tiro alla fune sul Ticino) per informare i cittadini della nostra intenzione di combattere fino in fondo, per difendere quello che pensiamo essere un servizio importante per il futuro della città: le piscine del nuovo palazzetto dello sport. Abbiamo raccolto solo incoraggiamenti ad andare avanti con la richiesta del referendum. Una signora ci ha detto" Sarebbe una bella opportunità per i nostri ragazzi ! Perché non vogliono terminarle ?". Una mamma sorridendo ci ha confessato di aver fatto "Quattro ore di coda per iscrivere mio figlio alla piscina di Omegna". Il tono generale era di sconforto e dispiacere per l'ennesima occasione persa di vedere la città arricchita di nuovi servizi per i residenti. Giro e C. alimentano l'idea ormai diffusa da anni che Gravellona Toce si debba mettere "a servizio" degli interessi superiori di altri o che non debba intralciare lo sviluppo di altre aree della provincia, rinunciando alla forza della sua posizione. A farne le spese siamo sempre noi che risediamo in città e che la famosa "baricentricità" la subiamo pesantemente (autostrada, forno inceneritore, traffico veicolare, cementificazione, palazzetto provinciale) senza averne benefici in cambio. Il Sindaco ha detto che il palazzetto dovrà essere "la casa di Paffoni e Matia, due realtà sportive importanti per il territorio" : gli sportivi praticanti e le associazioni sportive gravellonesi si cerchino un'altra casa. Ma è giusto che  le esigenze dei gravellonesi, che ci hanno messo € 1.128.453 , vengano dopo quelle di due squadre blasonate e della Provincia con il "fantasma" Ente Fiera, che non hanno cacciato un soldo ?
Sulle piscine oltre a dileggiare il progetto attuale chiamandole "vasche da bagno" il sindaco ha detto di non escludere che in futuro delle piscine potrebbero essere costruite in città ! Ma da chi ? È chiaro, dai privati ! È un suo pallino.E allora il sospetto che non si voglia far nascere una piscina pubblica per "facilitare" la costruzione di una piscina privata, è totalmente fuori luogo o potrebbe avere qualche attinenza con la realtà ?

Roberto Birocco

mercoledì 19 maggio 2010

PANEM ET CIRCENSES


La storia purtroppo si ripete e non si riesce ad evitare gli errori del passato! Gli imperatori romani dicevano che bisogna dare al popolo “panem et circenses” cioè un po' di pane (il necessario), ma soprattutto i circenses cioè i divertimenti che servivano e servono tuttora a non far pensare la gente.
Ho pensato a questo quando ho visto i manifesti del Comune che invitano a versare il 5 per mille per finanziare i servizi sociali. La nostra amministrazione ha speso 20.000 € (circa) per la pista di pattinaggio e quest'estate ne spenderà molti di più per la grande festa latino-americana, poi stanzia pochissimo per chi ha perso il lavoro, per chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, per chi non riesce a pagare le bollette o l'affitto. L'aiuto alle persone in difficoltà è prioritario rispetto alle feste ed è il primo compito dell'Ente Pubblico, mentre notiamo che si  preferisce dar l'idea di un paese in festa e..........tanto peggio per chi non ce la fa. Certo non viene voglia di dare il 5 per mille ad un'amministrazione che spende molto  per il superfluo e chiede ai cittadini di contribuire per le spese necessarie.

martedì 18 maggio 2010

SENZA VERGOGNA

Quest'uomo ci ha spiegato la necessità di una manovra che andrà inevitabilmente a bastonare  i soliti. Ma i grandi evasori fiscali ? Cosa si fa per fare finalmente cassa su questi farabutti che meriterebbero la "morte civile" intesa come sospensione di tutti i diritti civili ? Ma quante auto e barche di lusso si meriterebbero una supertassa da applicare domani in nome dell'emergenza dei conti pubblici ? Ma quanti esportatori di capitali e società meriterebbero di vedersi sequestrati i beni per finanziare la scuola pubblica ? Quanti meriterebbero sanzioni esemplari per questo ladrocinio perpetrato alle spalle della maggioranza degli onesti che la crisi se la pagano tutta di tasca propria ? Che riduzione è il 5% sullo stipendio di un politico che è percepito come scandaloso dalla maggior parte dei cittadini che vive con quel cinque per cento ? Intanto mi è tornata alla memoria la notizia di qualche settimana fa che parlava delle dichiarazioni dei redditi dei parlamentari tra cui spiccava quella del superministro dell'Economia Giulio Tremonti. Leggetela e mentre vi indignate chiedetevi se un uomo così, che ha pensato prima di tutto a sanare i reati dei grandi evasori con uno scudo fiscale ignobile, possa chiedere alla maggioranza degli onesti dei sacrifici.

Roberto Birocco


Per quanto riguarda i ministri, il più "impoverito" risulta essere proprio quello dell'Economia, Giulio Tremonti. Nella dichiarazione del 2009 relativa ai redditi del 2008, infatti, Tremonti ha dichiarato un  imponibile di soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente. Il titolare dell'Economia ha iscritto un credito d'imposta di 70.376 euro. Nello specifico, il reddito complessivo di Tremonti è stato pari a 176.897 euro, ma con oneri deducibili dal reddito per 137.225 euro che hanno fatto scendere l'imponibile a 39.672 euro. La notizia, che ha suscitato una certa "curiosità", è stata chiarita da fonti del ministero dell'Economia, che hanno spiegato come il "calo" sia dovuto al fatto che Tremonti ha lasciato lo studio professionale di avvocato tributarista.

fonte:  "La Repubblica, 15.03.2010"

lunedì 17 maggio 2010

Siamo sempre troppo generosi

Un mio vecchio amico, con la sua solita eleganza dialettica da vero gentleman, in situazioni simili a questa è solito citare una simpatica metafora: “lasciamogli la corda che prima o poi si impicca da solo”. Ma noi siamo troppo generosi e vogliamo impedire che questo accada, anche perché le conseguenze sarebbero sgradevoli per l’intera comunità. Quello che sta accadendo, riguardo alla vicenda del plurinominato Palazzetto delle sport di Gravellona, in questo momento potrebbe comportare degli esiti assolutamente indesiderati anche da parte di chi si illude di averne il pieno controllo; probabilmente ci sono dei motivi talmente vincolanti, a continuare su questa strada, che anche i rischi connessi diventano invisibili a che è accecato dalle proprie stesse convinzioni dogmatiche.


Aspettando la risposta ufficiale alla richiesta di referendum vogliamo andare ancora una volta incontro a questa amministrazione offrendogli la possibilità di chiarire pubblicamente quali siano le reali possibilità di manovra ancora disponibili. E’ per questo che abbiamo presentato oggi una richiesta ufficiale di convocazione della Commissione Consiliare Lavori Pubblici invitando anche i tecnici che stanno lavorando a questa opera: progettista, direttore lavori, responsabile unico del procedimento, collaudatori in corso d’opera. Noi pensiamo che in questo modo si possa arrivare almeno ad avere un quadro semplice e chiaro di quello che la legge permette e a quali costi tenendo conto dello stato attuale dei lavori. Non credo che il voler cambiare in corso d’opera un intervento pubblico da alcuni milioni di euro non meriti almeno una convocazione della suddetta commissione che dovrebbe, in teoria essere consultata per qualsiasi opera pubblica anche se di entità modesta. Mi rendo conto che chi è stato eletto sindaco senta su di se l’illuminazione di tutto il popolo con tutta la sovranità che ne deriva, ed è proprio per questo che non ci stupiamo dell’evidente riluttanza con cui tende a prendere in considerazione l’ipotesi di coinvolgere gli elettori con il referendum, ma almeno il coinvolgimento dei consiglieri comunali, anch’essi legittimati dal voto, ci sembrerebbe doveroso. Il testo della nostra richiesta è il seguente:
Al Presidente della Commissione Consiliare Lavori Pubblici
E p. c. Sig. Sindaco del Comune di
GRAVELLONA TOCE

E p.c. Segretario Generale
Oggetto: convocazione commissione consiliare lavori pubblici

I sottoscritti Consiglieri Comunali della Lista Civica “Insieme per Gravellona”,

In attesa di conoscere, attraverso il Comitato “Si alle piscine” che ne ha fatto richiesta formale, come intende procedere l’amministrazione rispetto a tale proposta;

preoccupati dalle recenti dichiarazione diffuse a mezzo stampa in cui addirittura si torna a parlare del progetto originale da 5000 posti;

sorpresi dalle continue dichiarazioni sulle modalità con cui si intende procedere alla chiusura del rapporto contrattuale con la ditta che ha vinto l’appalto di costruzione per poi procedere ad una nuova progettazione, finanziamento e completamento dell’opera che sono finora assolutamente nebulose;

consapevoli che decisioni di questa portata debbano avvenire attraverso scelte consapevoli e circostanziate che siano espressione dell’intero Consiglio Comunale e che quindi la Commissione Lavori Pubblici non possa essere del tutto scavalcata
chiedono
la convocazione urgente della suddetta Commissione Lavori Pubblici allargata a tutti i Consiglieri al fine di analizzare in modo approfondito tale complessa questione. Si richiede inoltre, al fine di conoscere e far conoscere un quadro chiaro e ufficiale dello stato dei fatti, la presenza in Commissione dei soggetti tecnici che possano fornire anche tutte le delucidazioni tecniche e procedurali, in particolare:

• Il Responsabile Unico del Procedimento Arch. Lavarini;

• Il Progettista Direttore Lavori Ing. Planchesteiner

• I collaudatori in corso d’opera Ing. Chiesa, Ing. D’Elia e P.I. Cottini

Sicuri che l’esigenza di chiarezza su una questione annosa come questa e sentita da tutti gli amministratori possa incontrare anche la Sua condivisione restiamo in attesa di una pronta risposta.

Si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
Anna Di Titta
Giovanni Morandi
Ernesto Meazza

Gravellona Toce 18 maggio 2010

venerdì 14 maggio 2010

Lo sapevo che la trasparenza piace anche al sindaco

Ancora prima di avere avuto risposta all’interpellanza sulla pubblicazione degli atti sul sito internet, dobbiamo osservare con piacere che nei fatti si è già mosso qualcosa. Infatti sotto la voce “albo pretorio” è possibile andare a vedere e leggere tutti gli atti dell’amministrazione come se si fosse appunto davanti all’albo pretorio, dove per legge tutti gli atti vengono pubblicati. E poi dicono che le interpellanze non servono a niente: si stavano dimenticando di aggiornare il sito, è bastato ricordarglielo e voilà, trasparenza per tutti!


Una prima occhiata alle pubblicazioni ci permette già di avere una parte di risposta ad un'altra interpellanza che abbiamo presentato in riferimento al Festivalone: il costo per la fornitura dell’energia elettrica ha comportato finora il pagamento di euro 8.742,76 a carico del comune ma d’altra parte se si vuole festeggiare alla grande qualcosa bisognerà pur spendere. Attendiamo la quantificazione delle altre voci che costituiscono il patrocinio.

E’ comunque un bel segnale questa propensione a sponsorizzare generosamente le iniziative per i festeggiamenti, possiamo immaginare che se si spendono queste cifre per una iniziativa che viene da fuori chissà che erogazioni anche per tutte le altre feste come ad esempio la festa patronale di S.Pietro; stavolta i nostri amici della Pro Loco e delle altre associazioni potranno fare i salti di gioia: finalmente una amministrazione che caccia il grano, mica quei taccagni di prima che più di poche centinaia di euro ciascuno non scucivano!

Tra i documenti pubblicati troviamo anche la delibera di giunta in cui viene approvato il regolamento per il bonus bebè: finalmente tutti i bambini che nascono a Gravellona riceveranno in dote dei beni di prima necessità per un valore di 500 euro; a dir la verità non proprio tutti i bambini ma d’altra parte non vorrete mica dare 500 euro a un bambino figlio di genitori stranieri? Sti neonati figli di stranieri, non penseranno mica che sia sufficiente avere i genitori residenti a Gravellona da anni, che lavorano regolarmente, pagano le tasse, rispettano le leggi, e magari sono perfettamente inseriti nella vita sociale per meritare di essere considerati, almeno al momento della nascita, come bambini uguali a tutti gli altri? Eh no, non ci caschiamo. Che poi si vede subito che non meritano, io ne ho visto qualcuno in ospedale nel reparto maternità, e pensate che certi addirittura hanno perfino uno strano colore della pelle che non capisco perché li mettano nello stesso ospedale dei nostri; fin da quando nascono devono pagare il loro peccato originale di avere dei genitori che non hanno ancora preso la cittadinanza italiana, e così magari crescendo capiranno che è meglio che se ne tornino al loro paese che noi qui, 500 euro da spendere per loro non li abbiamo! Va bè, magari i 500 euro potremmo anche trovarli per quei 7-8 figli di stranieri che nascono a Gravellona ma non è una questione di soldi, dobbiamo dare un segnale: anzi a guardare bene sarebbe anche il caso di premiare maggiormente quelli che dimostrino di essere figli di piemontesi doc da almeno 3 o 4 generazioni, e a dirla proprio tutta non è che mi piaccia molto l’idea di avere lo stesso bonus di uno che magari è nipote di uno che stava a Torino, che il torinocentrismo mi ha sempre infastidito, e quindi darei un bel paio di mila euro a chi dimostra che la sua famiglia è gravellonese pura fin dai tempi di Carlo Magno.
Peccato che non ci sia neanche un cattolico nella giunta gravellonese altrimenti si sarebbe sicuramente opposto a un regolamento del genere.
Questa sera il mio probabile socio per la maratona della Valle Intrasca mi ha fatto di nuovo sfinire correndo su e giù per il Montorfano (casa mia-vetta ripetitore-paese-sentiero azzurro-Mergozzo-casa mia in 1 ora e 25) per cui ora sono stanco e non vi aggiorno sul palazzetto, a breve le news.
Buona notte

mercoledì 12 maggio 2010

Demolition man

Le dichiarazioni di stasera a VCO Azzurra Tv ( http://www.vcoazzurranews.info/index.php?option=com_content&task=view&id=18815&Itemid=215)
del nostro sindaco demolitore sono sempre più sorprendenti. Sarà che crede nella teoria che continuando a ripetere una cosa falsa finisce poi per diventare vera ma in questo caso è proprio impossibile. Davvero divertente l’incredibile slalom linguistico per riuscire a non citare, e a non far citare nemmeno al cronista, il vero oggetto del contendere e cioè le piscine. Mi dispiace che abbia tanta nostalgia del progetto preliminare originale, che risale all’inizio degli anni 2000, ma qualcuno glielo dovrà pur spiegare prima o poi che nel frattempo è stato progettata a livello definitivo ed esecutivo tutta un’altra cosa, che è poi stata oggetto di gara d’appalto, aggiudicazione, contratto e avvio dei lavori. Qualcuno gli dovrebbe anche rivelare che ad oggi la struttura portante è già stata quasi completata, e che per costruirla quei tipi strani dell’impresa hanno addirittura usato del cemento armato (pare ci sia addirittura del ferro annegato nel calcestruzzo) e l’ultima volta che sono andato a correre in cima al Montorfano mi sembra di aver intravisto dall’alto un qualcosa che mi farebbe pensare ad un tetto. La cosa più strana è che sembrerebbe che gli operai e i tecnici che hanno lavorato fino ad oggi al cantiere abbiano stranamente seguito proprio il progetto approvato e appaltato che prevede le piscine e non quello che è il sogno ricorrente del nuovo sindaco.


Per chi volesse vedere una descrizione sintetica del progetto attualmente in esecuzione basta visitare il sito della società che l’ha progettato:
http://www.studioteco.com/TECO+/Gravellona.html

Eppure, adesso che ci penso, il 12 dicembre 2009 quando ho visitato l’interno del cantiere in compagnia del Direttore Lavori, di alcuni esponenti della maggioranza tra cui Demolition man, mi è sembrato proprio di vedere le vasche in cemento armato già fatte, per cui sia l’ipotesi di convertire quello spazio in qualcosa di diverso, che già comporterebbe una buona dose di mania distruttiva, ma soprattutto l’ipotesi di tornare al vecchio progetto da 10 milioni di euro e 5000 posti, imporrebbe una demolizione veramente epocale, degna del migliore Demolition man. Mi ricorda quel giapponese su un isoletta del Pacifico che non voleva accettare l’idea che la seconda guerra mondiale fosse finita e si è arreso solo nel 1967; ci sono alcune verità che non sono opinioni: i lavori sono ad un punto tale per cui tornare indietro costerebbe comunque troppo e nessuno sarebbe così folle da sprecare così tanti soldi solo per un dispetto. Stesso discorso vale per il contenuto dello statuto: basta leggere, non c’è niente da interpretare.
Siamo sempre in attesa della risposta ufficiale alla richiesta di referendum.

lunedì 10 maggio 2010

Paura del referendum?

Chi l’avrebbe mai detto che un sindaco così forte e sicuro di sé nascondesse in realtà delle paure così inquietanti da condizionare le sue scelte in modo del tutto irrazionale? Che avesse il terrore dell’acqua l’abbiamo subito ipotizzato quando ha iniziato ad accanirsi contro le povere piscine, ma questo terrore a sottoporre agli elettori la scelta sul destino della più grande opera pubblica mai realizzata a Gravellona ci lascia davvero stupiti. Eppure, se si pensa alla naturalezza con cui afferma che tutti coloro che l’hanno votato l’hanno fatto sapendo che avrebbe prosciugato il palazzetto per far posto a comode poltrone per congressisti, non dovrebbe avere alcun timore a farsi confermare questo sostegno anche con la consultazione referendaria. In attesa della risposta ufficiale, alla nostra lettera di richiesta di attivazione delle procedure per il referendum, dobbiamo accontentarci della frettolosa risposta pubblicata sul sito della Città di Gravellona Toce, dove traspare il tentativo di negare l’esistenza di ben 3 articoli dello statuto per i quali immagino sia intento a studiare qualche fantasiosa interpretazione giuridica (che siano andati in prescrizione?) per annullarne qualsiasi effetto. Bisogna però riconoscere un lodevole tentativo di sconfiggere la sua paura; infatti cerca di attribuire la paternità della richiesta di salvare le piscine esclusivamente al Partito Democratico e al centrosinistra, da qui si comprende la sua naturale propensione a rendere conto prima ai partiti e solo in subordine ai suoi concittadini, ma su questo punto voglio proprio ricondurlo nel tunnel che può accompagnarlo direttamente dalla semplice paura al ben più difficilmente gestibile panico, poiché il punto che egli continua a non voler accettare è che questa istanza non viene solo da una parte politica ma viene in modo del tutto trasversale da tutti coloro che vivono a Gravellona e dintorni.

Non sarà che per caso sa benissimo che è così, ed è proprio per questo che teme il referendum? Infine troviamo infantile l’affermazione di voler affidare la decisione al Consiglio Comunale, in virtù della sua supposta natura più democratica, come se fosse un’ipotesi concreta il fatto che la sua maggioranza voglia esprimere una posizione diversa dalla sua. Ma mi faccia il piacere…


Non possiamo mollare su questa questione: sono in ballo un sacco di soldi pubblici e la possibilità di fare qualcosa di utile al posto di uno scatolone di cemento che non interessa a nessuno!

domenica 9 maggio 2010

"Posteggi sotteranei ! Mitico !!!"


Vi ricordate quando qualche mese fa il neo-assessore Nocilla denigrava l'operato dell'Amministrazione Di Titta nel campo delle politiche ambientali, riducendo tutto ad una dichiarazione: "si sono limitati ad organizzare qualche biciclettata". Lui non è riuscito neanche a riproporre quella bella iniziativa promossa dalla FIAB           (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) denominata "Bimbinbici". La mobilità alternativa non è tra le sue priorità. Peccato ! La parola magica che li affascina e che fa passare tutto in secondo piano è "parcheggi sotterranei". E' come la parola "ciambelle" per Homer Simpson.

Giornata Nazionale della Bicicletta, in sella tra arte e natura

Passeggiate in bicicletta tra arte, storia, natura, shopping e golosità, chiusura dei centri storici al traffico, spettacoli con artisti di strada, mostre sulle due ruote, lezioni di educazione stradale, concorsi e premi per promuovere la mobilità sostenibile. A 48 ore dalla prima "Giornata Nazionale della Bicicletta" sul sito del Ministero, www.minambiente.it, è possibile consultare il calendario degli eventi organizzati dai 1.300 Comuni italiani aderenti al "Bici-day" promosso dallo stesso Ministero.
A Milano la cerchia dei Navigli e le zone interessate saranno chiuse al traffico dalla 10 alle 18. Al Parco delle Cave ci sarà un villaggio dedicato alle attività sportive mentre presso l'Ottagono, in Galleria, è allestita una mostra sulle biciclette storiche. Infine ingresso libero ai Musei Civici per i possessori della tessera BikeMi e per un loro accompagnatore e apertura di un circuito di cascine con iniziative ad hoc per chi arriva in bicicletta.
Grande la mobilitazione anche a Roma dove, dalle 10 alle 18, sono previste varie attività in via dei Fori Imperiali (presente uno stand del Ministero e del Comune) tra cui un Bike park e un Bike polo. I bimbi, invece, potranno ritrovarsi alle 9.30 in bici al Circo Massimo per andare ai Fori, accompagnati da una fanfara militare.
A Palermo la pedalata inizierà alle 9.30 in via Roma e arriverà a Casa Natura. Contemporaneamente lungo lo stesso itinerario si terrà "Bimbimbici". A Casa Natura sarà allestita una mostra di disegni partecipanti al concorso "La mia città in bici: com'é adesso, come vorrei fosse domani". Previsti, inoltre, la visita del monumento le Torri dell'Acqua, un giro in bici all'interno del Parco della Favorita, brevi corsi di nordic walking e la degustazione di prodotti biologici.
Bologna organizza invece un'escursione per tutta la famiglia in treno+bici verso l'oasi di Campotto. Dalle 9 alle 18 in piazza Maggiore c'è "Ciclofficina" check-up gratuito e piccole riparazioni alle bici e percorsi di educazione stradale per i bambini. Dalle 17.30 "Asta Bici" grazie alla quale si potrà acquistare una bicicletta a basso costo.
fonte: redazione Tiscali

Partenza dell'ultima edizione (Parco dell'Isolone)


Sosta al percorso vita (Localita Balma)