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mercoledì 8 giugno 2011

Quesito n. 3 - Referendum energia nucleare

"Oh, ragazzi siam pazzi, siam mica qui a fare l’elemosina all’uranio impoverito. Ragazzi se il nocciolo è radioattivo, ma figurati l’oliva" (Maurizio Crozza)

Que­sito n. 3 – re­fe­ren­dum ener­gia nucleare

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.
Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

domenica 5 giugno 2011

NO AL NUCLEARE !


IL GOVERNO NON HA AVUTO IL CORAGGIO DI PUBBLICARE LA LISTA DEI SITI SCELTI PER LA COSTRUZIONE DELLE NUOVE CENTRALI NUCLEARI PRIMA DELLE ELEZIONI REGIONALI E TANTO MENO PRIMA DEL REFERENDUM.
NON FACCIAMOCI PIU' TRATTARE COSI'.
LA NOSTRA REGIONE HA GIA' DATO...VERO AMICI LEGHISTI ?

Leggetevi il dossier sul deposito di scorie di Saluggia a questo link:
http://www.legambientepiemonte.it/doc/NoNuke%20dossier%20Saluggia.pdf?id=4688

Centrali nucleari in Italia: i siti, tra le prime probabili Montalto di Castro, Caorso e Trino Vercellese.

MILANO / La lista ufficiale non è mai stata resa nota, ma da tempo circolano in rete indiscrezioni sui siti dove verrebbero costruite le centrali nucleari in Italia. Secondo i Verdi, i 10 siti potenzialmente adatti a ospitare le quattro centrali nucleari di prossima costruzione sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).
Queste sarebbero le zone maggiormente idonee per la vicinanza a zone costiere o a fiumi. Le prime ad essere costruite sarebbero probabilmente quelle di Montalto di Castro in provincia di Viterbo e il ripristino di Caorso e di Trino Vercellese.
Ma poi c’è anche un fronte se possibile ancor più delicato; quello dei siti per ospitare le scorie radioattive. Sempre secondo i Verdi, la località scelta sarebbe Garigliano tra le province di Latina e Caserta.
Facilmente immaginabile quello che potrebbe accadere sul fronte dell’ordine pubblico nel momento in cui verranno resi noti ufficialmente i siti. A tutti tornano in mente le manifestazioni di proteste sfociate in violenti scontri in più occasioni in Campania per discariche ordinarie.

FERMIAMOLI  IL 12 E 13 GIUGNO...VOTA SI'

lunedì 30 maggio 2011

NO AL NUCLEARE - VOTA SI' AL REFERENDUM

Il disastro nucleare di Fukushima in prospettiva – Helen Caldicott (1)

Il 18 marzo scorso si è tenuta a Montreal una conferenza della dottoressa Helen Caldicott, con il sostegno del Centre for Research on Globalization (CRG). Riportiamo il testo della conferenza stampa organizzata da Global Research, tenuta dopo la relazione della dottoressa Caldicott.
Vorrei anzitutto presentare questo rapporto su Chernobyl, stilato dalla New York Academy of Sciences, che è disponibile online (2). Sono stati tradotti per la prima volta cinquemila articoli dal russo all’inglese. Si sostiene che siano già morte circa un milione di persone a causa dell’incidente di Chernobyl, a dispetto di quel che l’OMS (3) e la IAEA dicono (4). Questo è uno degli insabbiamenti più mostruosi nella storia della medicina. E tutti dovrebbero sapere di cosa si tratta.
E ora facciamo un confronto con il Giappone. Quello del Giappone è, in ordine di grandezza, un incidente infinitamente peggiore di Chernobyl. Nella mia vita non mi era mai capitato di immaginare che sei reattori nucleari potessero essere a rischio (5). Sapevo che tre ingegneri della GE che hanno contribuito a progettare i reattori Mark I si erano dimessi perché ritenevano che fossero pericolosi (6).
Insomma, il Giappone li ha costruiti su una faglia sismica. I reattori hanno resistito parzialmente al terremoto, ma l’erogazione della corrente elettrica si è interrotta e l’elettricità serve per l’impianto di raffreddamento dell’acqua, poco meno di quattro milioni di litri al minuto per ogni reattore. Senza l’acqua di raffreddamento, il livello del liquido si abbassa e le barre si surriscaldano fino a fondersi, come è successo a Three Mile Island e a Chernobyl (continua)

http://serenoregis.org/2011/05/il-disastro-nucleare-di-fukushima-in-prospettiva-helen-caldicott-1/

martedì 19 aprile 2011

Il 12 giugno si vota lo stesso

Qualcuno lo spieghi.


La notizia di oggi è l’inversione di rotta del governo sulla questione nucleare: è stato presentato un emendamento con cui vengono abrogate le norme che erano state introdotte al fine di ritornare al nucleare. In apparenza è una buona notizia e come tutte le belle notizie vanno apprezzate, tuttavia ci poniamo un quesito:

considerata la convinzione con cui era stata difesa questa scelta risulta piuttosto inaspettato questa clamorosa inversione a U per cui qual è la motivazione di fondo?

Possiamo fare alcune ipotesi:

1. il governo si è lasciato prendere dall’onda emotiva causata dal terremoto in Giappone. Sensibili, emotivi.

2. Il professor Veronesi dopo qualche tempo con le scorie nucleari sul comodino ha cominciato a lamentare un leggero mal di testa. Ipocondriaci.

3. I sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza della popolazione è oggi contraria al ritorno al nucleare. Opportunisti, paraculi.

4. Fanno finta di fermarsi e dopo le elezioni amministrative e referendarie invertono di nuovo la rotta. Strateghi, prestigiatori.

5. Allentano la tensione sul referendum facendolo credere inutile in modo che salti il quorum anche per gli altri due quesiti referendari. Maliziosi, furbi, disperati.

6. La somma algebrica di tutti i punti precedenti messi insieme. Inclusivi.

7. Il governo ha ascoltato autorevoli pareri di scienziati e economisti di tutto il mondo che gli hanno spiegato che tornare a questo genere di tecnologia nucleare sarebbe una follia senza alcun senso e pertanto ha umilmente quanto ragionevolmente deciso di fare un passo indietro. Illusi (noi a ipotizzarlo).

Intanto che il mondo politico si affretterà a dare le più stravaganti spiegazioni sul perché di questa scelta la nostra proposta è molto semplice. Il 12 giugno andiamo diligentemente ad esprimere il nostro voto per i 3 referendum (sarà la cassazione a dire se quello sul nucleare ci sarà o no e con quale testo) che finora sono stabiliti:

• SI per dire no al nucleare.

• SI per dire no alla privatizzazione dell’acqua.

• SI per dire no al legittimo impedimento.

Può darsi che coloro che hanno interessi personali, nel perseguire gli obiettivi che i referendum andrebbero a contrastare, non si stancheranno di continuare la loro lotta per tenere ben chiuse le mandibole sulla polpa che hanno addentato, ma ovviamente noi non ci stancheremo di trovare e usare tutti gli strumenti democratici per impedirglielo.

Mancano 53 giorni, prepariamoci.

martedì 4 gennaio 2011

Forum nucleare

Per qualche minuto ho creduto davvero che la nascita del Forum nucleare, pubblicizzato in questi giorni, fosse veramente un modo per mettere a confronto le diverse opinioni, con un supporto scientifico indipendente, che potesse fornire tutti gli elementi utili a chi ancora non abbia una propria idea sull’ipotesi di un ritorno al nucleare in Italia. Guardando il sito però non si può fare a meno di notare chi siano i soci fondatori e ovviamente non si può fare a meno di notare che sono tutte aziende che lavorano direttamente o indirettamente con il nucleare. Non metto in dubbio che siano esperti in materia, ma forse la visione di chi ci lavora non è determinata solo ed esclusivamente da un’analisi scientifica che mette sui piatti della bilancia tutti gli aspetti che entrano in gioco, non so se sia sempre perfettamente imparziale. Non dubito che un allevatore di maiali possa essere esperto di nutrizione ma vedere lui che organizza un forum per valutare la dieta vegetariana non mi lascerebbe del tutto tranquillo; sarebbe come chiedere ai tacchini cosa ne pensano della festa ringraziamento o agli agnelli cosa pensano del pranzo di Pasqua, insomma un tantino di parte. Guarda caso tutte le risposte sono rassicuranti.



Tanto per dare un po’ di peso scientifico hanno aggiunto come soci onorari alcune università.
Andando a vedere il link qui sotto e cliccando sui simboli delle varie società è possibile vedere di cosa si occupano.
http://www.forumnucleare.it/index.php/il-forum/missione/soci

giovedì 30 dicembre 2010

TESTONI NUCLEARI



Una settimana fa i consiglieri di maggioranza capeggiati dal Sindaco hanno rispedito al mittente (il Gruppo Insieme per Gravellona) la proposta di votare un Ordine Del Giorno sulla questione nucleare.
Tra le altre cose si chiedeva di considerare il territorio comunale "indisponibile a qualunque tipo di attività (produzione di elettricità, stoccaggio, trasporto, trasformazione) legata all’energia nucleare e impegna il Consiglio Comunale ad esprimere parere negativo ogni qual volta consultato in materia". Per i "testoni" nucleari che l'altra sera in Consiglio ci hanno spiegato tutta la bonta di questa forma di energia alleghiamo una notiziola passata in sordina. Meditate testoni, meditate...anche voi avete dei figli e dei nipoti !



29/12/2010
Lo scorso 11 dicembre presso la miniera d'uranio Somair in Niger milioni di litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell'ambiente. Una catastrofe radioattiva nel silenzio e nel disinteresse del mondo occidentale.
Proprio in questi giorni di grande spolvero di comunicazione del nucleare italiano, il blog di Greenpeace riporta che "domenica scorsa abbiamo diffuso la notizia di perdite radioattive da una miniera di AREVA in Niger. Ieri abbiamo saputo che il disastro è 10 volte peggiore. Areva, l’impresa controllata dal governo francese (per oltre il 90 per cento) ha dovuto ammettere che dalle vasche della miniera Somair sono fuoriusciti per “troppo pieno” 30 milioni di litri di fango radioattivo e non 200 mila. Inoltre, l’area coinvolta è di 20 ettari e non 2 come noto fino ad ora. Ancora nessun dato ufficiale sui livelli di contaminazione, ma Almoustapha Alhacen, che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in’Man, ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno”. 

Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, lo scorso maggio un rapporto di Greenpeace “Left in the dust” ha rivelato in modo dettagliato come gli abitanti dei villaggi di Arlit e Akokan siano circondati da acqua, suolo e aria contaminati dalla radioattività.
Intanto l’Uranio che si estrae da queste miniere potrebbe finire anche nelle centrali che Berlusconi e Veronesi vogliono costruire in Italia. 
Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. 

Il nucleare quindi, rivela ancora una volta di soffrire di una filiera "sporca" (dalla miniera al reattore sino allo smantellamento) e conferma che la totale sicurezza non può esistere