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mercoledì 6 luglio 2011

L'ACQUA SICURA AI TEMPI DI FICARRA E PICONE


Nei giorni scorsi l’ASL ha provveduto a comunicare al Comune la presenza anomala di coli-batteri nei campioni di acqua prelevati dal Pozzo di Via XX Settembre, che fornisce la zona di Paesello fino alla P.zza Don Bosco .

L’ordinanza del Sindaco che solitamente in questi casi invita la popolazione alla massima attenzione vietando il consumo per scopi alimentari, non è stata diffusa adeguatamente.

Nessun avviso è comparso in Via Nuova, in Via XX Settembre o in Via Risaie, dove si concentra la maggior parte di abitanti serviti dal pozzo in questione che hanno continuato ad utilizzarla inconsapevolmente. Solo uno striminzito avviso stampato su un foglio A4 in caratteri piccolissimi è comparso su alcune bacheche delle affissioni, annegato in mezzo ad altre comunicazioni. Gli uffici di Acque Nord contattati telefonicamente dichiaravano di non avere ricevuto nessuna comunicazione dell’ordinanza del Sindaco ma di aver provveduto su comunicazione dell’ASL ad aumentare la concentrazione di Cloro.

Nei casi in cui è potenzialmente messa a repentaglio la salute dei cittadini l’informazione da parte dell’Amministrazione Comunale deve essere tempestiva, capillare e reiterata, almeno tanto quanto i messaggi  che arrivano agli iscritti del servizio mail del Comune sul casting dell’ultimo film di Ficarra e Picone.

giovedì 16 giugno 2011

L'uomo che sbircia nel futuro.

Ma si rendono conto a Stresa dei rischi che corrono?


Si legge sulla stampa locale che la prima Casa dell’Acqua del VCO sta per essere realizzata a Stresa; ma come? Non lo sanno che potrebbe essere “bersaglio per atti vandalici” Non lo sanno che potrebbe diventare “ricettacolo di rifiuti”? Che “i cittadini non la usano molto” e che “ci sono spese di manutenzione e gestione”? Niente paura, da Gravellona manderemo in missione speciale il nostro vice sindaco assessore all’ambiente che per prevenire tutti i problemi che deriverebbero dalla gestione di una casa dell’acqua è pronto a presentare un piano di finanziamento mirato, famiglia per famiglia, per fare non uno ma migliaia di impianti domestici super efficienti. Vai Nocilla, pensaci tu, salva anche Stresa dalle orde vandaliche pronte a scagliarsi contro qualunque Casa dell’acqua e porta anche sulle rive del lago Maggiore la cultura del miracoloso macchinario che debatterizza e toglie il calcare, fai presto altrimenti i vandali si organizzano; e non dare retta alle dichiarazioni dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle che su Verbania News si sono espressi così:

“Il MoVimento 5 Stelle VCO contesta anche le dichiarazioni del vicesindaco gravellonese Paolo Nocilla su una “casa dell'acqua” pubblica a Gravellona. Si legge nella nota dei "grillini": “Non si prevede, visti anche i costi, la realizzazione di una casa dell'acqua pubblica”, ha dichiarato il vicesindaco Paolo Nocilla, poi ripiega dicendo che “deve esser valutata con molta attenzione” citando chissà quali spese di gestione e manutenzione sostenendo anche sì che i cittadini (sarà veggente?) non usufruiranno del servizio “pubblico”, sarà mai che i Gravellonesi preferiscono pagare tutto a privati? L'acqua è un bene pubblico, e tale deve rimanere. Nelle città stanno sparendo ormai le classiche fontanelle, e un cittadino se vuole dissetarsi deve andare in un bar e “pagare” un bicchiere d'acqua. Il vicesindaco aggiunge anche che “teme atti vandalici”. Vuol dire che giudica male i suoi concittadini? Come mai allora a Stresa è sorta la prima “casa dell’acqua” della provincia del Verbano Cusio Ossola in grado di fornire, gratis, acqua depurata proveniente dall’acquedotto comunale?. Un “rubinetto” pubblico al quale tutti possono attingere acqua naturale (ma anche gasata) come una volta con le fontane presenti in paesi e città. L'amministrazione comunale risparmia anche sullo smaltimento delle bottiglie di plastica, venendone acquistate molte meno, e i dati ci dicono che il risparmio è considerevole!

In molte parti d’Italia la «casa dell’acqua» è già realtà. Una casetta dell'acqua è segno di civiltà e attenzione ai bisogni dei propri cittadini, così come si conviene ad un'amministrazione pubblica degna di tale definizione! E' chiaro che se a gestire il servizio idrico è una società privata, non ci sono i soldi per una casetta dell'acqua perché sono stati utilizzati per fare profitto privato e non reinvestiti nel servizio. Fiduciosi in un sano ripensamento ricordiamo che l’acqua deve essere accessibile a tutti, gratuitamente nei bisogni primari. Ricordiamo anche che l'OMS ha sancito che 50 litri di acqua al giorno procapite dovrebbero essere garantiti a tutti, anche a chi non può pagare".

Cosa ci volete fare: a Gravellona siamo fortunati ad avere amministratori che sbirciando nel futuro sanno prevenire i problemi alla radice, a Stresa amano il rischio, così come in centinaia di altri comuni d’Italia ma d’altra parte il vice sindaco che sbircia nel futuro mica tutti possono averlo.

mercoledì 8 giugno 2011

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica

Que­sito n. 2 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione cal­colo ta­riffa se­condo lo­gi­che di “mercato”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica

Que­sito n. 1 – re­fe­ren­dum ac­qua pub­blica – abro­ga­zione af­fi­da­mento ser­vi­zio ad ope­ra­tori privati

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO
“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.
Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

lunedì 2 maggio 2011

Il macchinario

Della Casa dell’acqua ne abbiamo parlato e riparlato in svariate commissioni e tutti si sono sempre espressi a favore; addirittura la Lega aveva avviato una campagna di rivendicazione della paternità di quella brillante idea. L’assessore Nocilla, con la rapidità di un velociraptor a digiuno da secoli, si è subito messo in azione con la richiesta di preventivi e nel breve volgere di circa un anno sta ancora valutando quale sia il migliore. La convinzione con cui tutti si sono sperticati a sostenere questa iniziativa mi ha sempre fatto supporre che probabilmente non si sarebbe mai realizzato nulla. E invece è ancora peggio. Durante l’ultima commissione ambiente ci è stata prospettata dall’assessore l’imminente installazione nelle scuole di quello che avevo inteso fosse un impianto per l’erogazione di acqua gasata così come si era prospettato per le case dell’acqua; mi sembra utile ricordare quello che è stato già ribadito più volte, e cioè che l’acqua potabile presente nella rete idrica deve essere già, appunto, potabile e quindi sana e buona senza bisogno di ulteriori interventi per cui al massimo si può pensare di incentivarne l’uso attraverso l’addizione di anidride carbonica in modo da soddisfare il piacere di chi la desidera gasata in alternativa all’acquisto di acque in bottiglia. Possiamo aggiungere il fatto che nella nostra zona, in virtù della natura delle rocce presenti, abbiamo acque assolutamente dolci (salinità molto bassa) e soprattutto prive di calcare che è invece presente in altre zone d’Italia. Per voler essere più zelanti nella garanzia di sanità delle acque potabili (che è già un obbligo di legge) si può anche pensare di aggiungere in qualche punto della rete idrica o in qualche punto di consumo collettivo (scuole, mense, case dell’acqua ecc.) qualche impianto di ulteriore sanificazione ma risulterebbe assolutamente eccessivo e quasi sempre inutile investire ulteriori risorse per micro impianti domestici. Non è detto che in qualche situazione particolare possa essere utile l’impianto domestico ma per fortuna non è il nostro caso, per cui non possiamo far altro che consigliare, in quanto Consiglieri, al signor assessore di andarsi a riguardare i preventivi e realizzare finalmente la duecentocinquantacinquesima Casa dell’Acqua italiana.


Dopo le sue dichiarazioni sarebbe utile avere alcune risposte da parte dell’esperto assessore:

da quando le nostre acque contengono calcare?

Quali e quanti batteri sono contenuti nelle acque potabili? Saranno mica anche patogeni? Qual'è la quantità giusta di sali minerali?

L'esigenza di questo "macchinario" da cosa nasce, significa che fino ad ora nei nostri acquedotti abbiamo avuto acqua non potabile?

Non è dovere dell'amministrazione garantire la potabilità dell'acqua per tutti?

Le case dell'acqua sono tutt'altra cosa, la certezza di poter aprire il rubinetto e avere acqua potabile non è un lusso da raggiungere attraverso costosi "macchinari domestici" ma deve essere una condizione garantita dall'ente pubblico attraverso gli opportuni investimenti sull'intera rete idrica senza spreco di contributi individuali .

martedì 19 aprile 2011

Il 12 giugno si vota lo stesso

Qualcuno lo spieghi.


La notizia di oggi è l’inversione di rotta del governo sulla questione nucleare: è stato presentato un emendamento con cui vengono abrogate le norme che erano state introdotte al fine di ritornare al nucleare. In apparenza è una buona notizia e come tutte le belle notizie vanno apprezzate, tuttavia ci poniamo un quesito:

considerata la convinzione con cui era stata difesa questa scelta risulta piuttosto inaspettato questa clamorosa inversione a U per cui qual è la motivazione di fondo?

Possiamo fare alcune ipotesi:

1. il governo si è lasciato prendere dall’onda emotiva causata dal terremoto in Giappone. Sensibili, emotivi.

2. Il professor Veronesi dopo qualche tempo con le scorie nucleari sul comodino ha cominciato a lamentare un leggero mal di testa. Ipocondriaci.

3. I sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza della popolazione è oggi contraria al ritorno al nucleare. Opportunisti, paraculi.

4. Fanno finta di fermarsi e dopo le elezioni amministrative e referendarie invertono di nuovo la rotta. Strateghi, prestigiatori.

5. Allentano la tensione sul referendum facendolo credere inutile in modo che salti il quorum anche per gli altri due quesiti referendari. Maliziosi, furbi, disperati.

6. La somma algebrica di tutti i punti precedenti messi insieme. Inclusivi.

7. Il governo ha ascoltato autorevoli pareri di scienziati e economisti di tutto il mondo che gli hanno spiegato che tornare a questo genere di tecnologia nucleare sarebbe una follia senza alcun senso e pertanto ha umilmente quanto ragionevolmente deciso di fare un passo indietro. Illusi (noi a ipotizzarlo).

Intanto che il mondo politico si affretterà a dare le più stravaganti spiegazioni sul perché di questa scelta la nostra proposta è molto semplice. Il 12 giugno andiamo diligentemente ad esprimere il nostro voto per i 3 referendum (sarà la cassazione a dire se quello sul nucleare ci sarà o no e con quale testo) che finora sono stabiliti:

• SI per dire no al nucleare.

• SI per dire no alla privatizzazione dell’acqua.

• SI per dire no al legittimo impedimento.

Può darsi che coloro che hanno interessi personali, nel perseguire gli obiettivi che i referendum andrebbero a contrastare, non si stancheranno di continuare la loro lotta per tenere ben chiuse le mandibole sulla polpa che hanno addentato, ma ovviamente noi non ci stancheremo di trovare e usare tutti gli strumenti democratici per impedirglielo.

Mancano 53 giorni, prepariamoci.

giovedì 29 aprile 2010

Unanimità, basterà?

Dopo 2 rinvii negli ultimi 2 Consigli Comunali, ieri sera è stato votato l’ordine del giorno che avevamo presentato per difendere la gestione pubblica dell’acqua senza che si debba correre il rischio che diventi oggetto di speculazione da parte di qualcuno. Abbiamo concordato alcune piccole correzioni espressive ma nella sostanza il principio è stato riconosciuto e c’è stata una votazione unanime a favore dell’approvazione. Ovviamente questo non significa nulla dal punto di vista pratico ma è sicuramente un buon punto di partenza per i passi successivi che si dovranno fare per spingere il parlamento a modificare il decreto Ronchi.


Personalmente io ritengo che ancora manchi il coraggio di affermare che anche la gestione, e non solo la proprietà, dell'acqua deve rimanere sotto stretto controllo pubblico, con società pubbliche. Io ritengo che in nessun caso sia opportuno affidare dei servizi pubblici che di fatto sono dei veri e propri monopoli (acqua, rifiuti, autostrade, reti telefoniche ecc.) a dei soggetti privati che per loro natura ne sfruttano la posizione di vantaggio strategico per trarne profitto a scapito degli utenti che si trovano poi sistematicamente nella condizione di subirne gli aumenti tariffari senza vedere migliorare la qualità dei servizi. Seppur con limiti e difetti gli enti pubblici non devono abdicare la loro funzione di erogatori di servizi in modo efficiente ed economico.

Di seguito pubblico il testo dell’ordine del giorno approvato all’unanimità:

PREMESSO



Che l’acqua è fonte di vita e costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti e non può essere proprietà di nessuno;

Che il parlamento italiano Giovedì 19 novembre 2009 ha approvato la conversione in legge del DL 25 settembre 2009, n. 135 "Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”;

Che questa norma prevede che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria a favore di imprenditori o di società mediante procedure competitive ad evidenza pubblica;

Che questo provvedimento apre di fatto la strada all’affidamento esclusivo ai privati della gestione del servizio idrico facendo diventare l’acqua un business e non un bene primario da garantire alle popolazioni;

Che il Parlamento Europeo ha preso posizione a favore del riconoscimento dell'acqua come diritto umano e bene comune;

Che la privatizzazione del servizio, se non altro per il semplice motivo che i privati gestiscono un servizio per ottenere legittimamente un profitto, rischia di portare agli utenti un ulteriore aggravio dei costi e delle bollette.



CONSIDERATA

La peculiarità economica, sociale, ambientale e geomorfologica della provincia del Vco e in particolare la sua specificità montana;



Il consiglio comunale di Gravellona Toce



Esprime preoccupazione per le recenti legiferazioni in materia e le possibili implicazioni economiche e sociali per il territorio e i cittadini.

Sancisce con forza il principio della proprietà pubblica delle acque, siano esse superficiali o sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, in quanto costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà, e che la gestione del servizio idrico integrato non debba mai essere sottoposto all’obbligo di affidamento a società privatistiche;

Si impegna a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per il mantenimento sotto controllo pubblico del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza anche attraverso azioni di informazione alla cittadinanza.

Chiede alla Provincia del Verbano Cusio Ossola di adoperarsi in tutte le sedi per perseguire la soluzione di un affidamento in deroga ai sensi dell’art. 15 comma 3 del decreto 135/09.

mercoledì 21 aprile 2010

Volevamo darla via gratis




Sempre con l’obiettivo di garantire la trasparenza della nostra attività di rappresentanti della minoranza pubblichiamo oggi una interpellanza presentata a febbraio sul tema “Casa dell’acqua”. Questo è un esempio con il quale viene smentito chi sostiene che la minoranza si oppone sempre e non propone, infatti non solo in questo caso abbiamo fatto una proposta concreta di iniziativa da realizzare ma addirittura ci troviamo ad essere “scippati” dell’idea stessa. Proprio questa sera durante la seduta della Commissione Ambiente sono stato redarguito da un noto esponente leghista locale (di cui non faccio il nome ma anche il cognome Federico Calefato) poiché, nella presentazione dei motivi per i quali avevo presentato la proposta, mi è “scappato” di dire che avevamo già pensato a questa idea durante la passata amministrazione, che fra l’altro ci era “scappato” di mettere anche nel programma elettorale,  mi è stato quindi specificato che questa è un’idea della lega. MI FA SOLO PIACERE CHE ABBIANO ANCHE DELLE BELLE IDEE, e non intendo litigare sulla paternità di un pensiero che è fra i pochi ad essere condiviso fino ad oggi e mi rimetto alla richiesta dell’assessore Nocilla che ha chiesto espressamente a tutti di non voler mettere nessuna bandiera su questa cosa.

Per dovere di trasparenza pubblico il testo integrale dell’interpellanza che mira a realizzare almeno una casa dell'acqua in cui finalmente si potrà darla via gratis:



Gravellona Toce 19-02-2010

Oggetto: Interpellanza ai sensi dell’art. 21 del Regolamento del C.C.

ACQUA DEL SINDACO

Il sottoscritto Morandi Giovanni, Consigliere Comunale della Lista Civica “Insieme per Gravellona”, premesso che nel corso della precedente amministrazione è stata effettuata da parte dell’Ufficio Ambiente una importante campagna di sensibilizzazione per l’uso potabile dell’acqua del rubinetto, concretizzata attraverso numerose iniziative:

• Incontri divulgativi nelle scuole;
• Mostra fotografica presso la biblioteca
• Distribuzione di brochure informativa e piccolo manuale di “consumo critico dell’acqua”
• Incontro pubblico con presentazione delle modalità di controllo analitico delle acque

Premesso altresì che era stata concordata con la società Acque Nord la pubblicazione mensile sul sito della Città di Gravellona Toce dei risultati delle analisi effettuate sia nelle scuole sia in altri punti dell’acquedotto.

Premesso inoltre che a completamento dell’iniziativa era intenzione dell’amministrazione progettare e realizzare una “Casa dell’Acqua” per mettere a disposizione di tutti quella che in molti comuni e città d’Italia è stata battezzata “acqua del sindaco” e che ha avuto ovunque consensi unanimi per gli innumerevoli vantaggi che comporta;

SI CHIEDE

• Come mai sul sito della Città di Gravellona Toce le ultime analisi pubblicate risalgano al primo semestre 2009 e se sia nelle vostre intenzioni ripristinare questo importante atto di trasparenza;

• Se sia nelle intenzioni di questa amministrazione fare propria l’idea di realizzare una o più “Case dell’Acqua” e diventare così il primo comune del VCO a poter vantare una iniziativa di cui vanno orgogliose molte altre realtà, di entrambi gli schieramenti politici, per gli indubbi vantaggi economici e ambientali che comporta.

In attesa che questa interpellanza sia messa all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

sabato 10 aprile 2010

ACQUA CARA O CARA ACQUA?

Un’altra storia infinita è sicuramente quella dell’acqua: dal 1994, anno della famosa legge Galli, ad oggi è stato un susseguirsi di provvedimenti a vari livelli amministrativi che hanno reso sempre meno comprensibile ai semplici cittadini quello che sta accadendo. A semplificare le cose ci ha pensato il governo, il 25 settembre 2009 con il decreto legge N° 135, facendo in modo che ora almeno sia chiara la volontà di trasformare anche l’acqua dall’essere un bene all’essere una merce. Partendo dal presupposto, ormai dolorosamente smentito in più settori, che il privato è meglio del pubblico hanno pensato così di consegnare su un piatto d’argento alle multinazionali l’appetitosa polpetta della gestione del servizio idrico. Varie iniziative sono già in corso a livello nazionale per impedire legittimamente (e questo si che è un legittimo impedimento) che questa legge produca i suoi effetti disastrosi e anche nel nostro piccolo abbiamo già presentato una mozione sulla quale si sta cercando anche la condivisione da parte della maggioranza. Intanto si scopre che in quei luoghi d’Italia e del mondo in cui la privatizzazione è già stata sperimentata stanno facendo marcia in dietro; ad esempio in provincia di Latina dove già da tempo è in corso una dura lotta tra cittadini, istituzioni locali e multinazionale che gestisce il servizio idrico integrato arrivano i primi risultati positivi:

Una buona notizia: ad Aprilia l'acqua torna PUBBLICA.




Il presidente del consiglio comunale ha convocato le principali tre commissioni, con all’ordine del giorno «la riconsegna dell’impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.». L’amministrazione comunale – fatta di liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra – ha dunque deciso: la prossima settimana chiederà indietro le chiavi dell’acquedotto al gestore partecipato dalla multinazionale francese Veolia. E loro, i settemila firmatari delle contestazioni, che per anni hanno denunciato le conseguenze della gestione privata dell’acqua, continuando a pagare a quel comune fatto di rappresentanti eletti e non nominati dai consigli di amministrazione francesi, hanno raggiunto un traguardo neanche immaginabile fino a poco tempo fa. Hanno dimostrato che la mobilitazione dei cittadini – al di fuori dei partiti, basata solo sul senso civico e su quel sentimento profondo che respinge le ingiustizie – può cambiare le cose, può rimandare a casa una multinazionale potente come la Veolia.






I cittadini di Aprilia, un altro esempio civico per il nostro Paese. Come i valsusini, come i vicentini, come tanti pugliesi, come i ragazzi di Locri, e altri che sicuramente dimentico. Un giorno faremo per loro una Hall Of Fame, o pianteremo un bosco come fanno in Israele. Una collina dei Giusti, ecco.











FONTE:http://petrolio.blogosfere.it/