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giovedì 15 luglio 2010

Ma si, bruciamo tutto



Qualche giorno fa a Grugliasco, alle porte di Torino, le autorità, contornate da un nutrito codazzo di giornalisti, hanno presenziato all’inaugurazione del cantiere per la costruzione del nuovo forno inceneritore del Gerbido, prima di recarsi tutti quanti al rinfresco, dove fra un pasticcino e un sorso di spumante si sarebbe potuto dare libero sfogo al compiacimento derivante dal “regalo” fatto alla città da parte della classe politica che l’amministra.
Ad assistere al penoso teatrino, oltre ai disinformatori di professione, solamente un centinaio di contestatori delusi, più che arrabbiati, il che in una città che con l’hinterland supera il milione di abitanti significa l’assoluta mancanza di qualsivoglia reazione da parte della cittadinanza.
In parole povere i torinesi ed i cittadini di Grugliasco, Beinasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli, hanno ritenuto giusto non interessarsi del nuovo megainceneritore. L’inceneritore del Gerbido in compenso ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l’impianto metterà a repentaglio anche qualora continuino a restare voltati dall’altra parte....
Il megainceneritore brucerà 421.000 tonnellate di rifiuti/anno ma la capacità massima potrebbe arrivare a 579.000 tonnellate/anno, molti più di quanti la provincia sia in grado di produrne a fronte di una buona raccolta differenziata. Diffonderà nell’ambiente nanopolveri e polveri fini, unitamente a diossine, furani, idrocarburi policlici, acidi inorganici, ossido di carbonio, arsenico, berillio, cadmio, cromo, nickel, mercurio ed una miriade di altre sostanze (oltre 250) dalla ferale pericolosità. Dissiperà oltre un milione di metri cubi d’acqua l’anno destinati al suo sistema di raffreddamento, praticherà l’eutanasia del sistema di raccolta differenziata in città, necessitando di un’enorme quantità di rifiuti dall’alto potere calorifero che ne garantiscano il funzionamento, produrrà energia elettrica emettendo nell’atmosfera quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di eguale potenza. Determinerà, come dimostrato da un’ampia letteratura di studi epidemiologici, l’incremento dell’incidenza di una lunghissima serie di patologie che vanno dai tumori di più svariato genere, alle leucemie, alle malattie cardiache e vascolari, passando attraverso le malformazioni fetali e la sterilità, all’interno di una zona che comprende larga parte della città e del suo hinterland.
I signori che hanno mangiato i pasticcini e bevuto il vino bianco sono perfettamente al corrente di tutto ciò, dal momento che hanno già destinato 30 milioni di euro ai comuni interessati dall’impianto, in qualità di compensazione per i danni che esso arrecherà. Danni che si leggono sotto forma di malattie, debitamente convertite in euro all’interno di apposite tabelline stilate per l’occasione, dove un infarto arriva a valere 3260 euro euro ed il decesso è stimato intorno ai 160.000 euro.
I cittadini con tutta probabilità non sono al corrente di nulla, anche perché né la classe politica, né gli scribacchini di professione hanno mai ritenuto giusto renderli edotti di tutto ciò. Anche perché tutti i partiti, da destra a sinistra, passando attraverso le varie frange dipinte di verde, hanno sempre sostenuto la costruzione del forno inceneritore senza tentennamenti di sorta. Anche perché tutto sommato informarsi e prendere coscienza dei problemi è un’operazione che comporta grande dispendio di tempo ed energie e rischia oltretutto d’indurre al cattivo umore, per cui una serata in poltrona dinanzi al grande fratello o alla pay tv è di gran lunga preferibile ad una conferenza sull’incenerimento.
Il megainceneritore del Gerbido una volta completato continuerà ad occuparsi di tutti loro, piccoli scampoli di umanità racchiusi all’interno delle tabelline d’incidenza delle patologie, ma loro troveranno mai il tempo di occuparsi del forno inceneritore e di quelle tabelline che li riguardano in prima persona.
di Marco Cedolin

Bisognerà aggiornare la cartina

sabato 10 luglio 2010

Libertà relativa

Il premier ne ha sparata un’altra bella grossa: “la libertà di stampa non è un diritto assoluto”. Il motivo di questa affermazione è che la maggior parte dei giornalisti sarebbero di sinistra per cui ovviamente scriverebbero cose false; se i giornalisti fossero tutti di destra allora si che la libertà di stampa meriterebbe di essere assoluta. Ma cosa gli dice il cervello a quell’uomo?


Credo che questa ennesima farneticazione faccia parte della strategia teorizzata in questo post:

Per Controllare le masse, la popolazione non deve avere gli strumenti necessari per capire cosa succede, per trovare una soluzione d'insieme, per aggregarsi, per organizzarsi e per arrivare a coordinare delle grandi risorse volte a risolvere un problema comune.

Uno dei punti centrali è che il singolo non deve essere facilitato ad avere una visione d'insieme su quelle che sono le opinioni, le reazioni e le sensazioni del paese. Ogni idea viene ridotta a gusto personale e il sentore comune diventa quello proposto da chi influenza i media.

• LIMITARE LE ESPRESSIONI COLLETTIVE – Si limitano le espressione collettive libere, come ad esempio le manifestazioni pubbliche, gli scioperi, le attività sindacali, la rete e qualsiasi strumento diffusione di massa che possa produrre alla lunga un riferimento diverso da quello del regime. Le iniziative libere dei cittadini non hanno possibilità di essere conosciute né di aggregarsi facilmente su larga scala, non possono cioè ottenere consensi ampi e quindi produrre dei cambiamenti.

• LE FONTI LIBERE NON SONO CERTE (Esiste solo il Gusto Personale) - Quando il singolo si vuole domandare qualcosa che va fuori dal campo proposto dal regime, nel suo ragionamento per arrivare ad una conclusione, viene a mancare qualsiasi fonte di conferma o di prova a sostegno della sua tesi, così ogni idea che vorrebbe nascere diversa da quella del modello imposto dal leader, cresce piena di dubbi e senza nessun riferimento accertato, nessuna riprova sociale, nessuna conferma autorevolmente accettata. La ricerca di informazioni libere richiede sempre più sforzo, tempo e capacità, e viene sempre più frenata, mentre le informazioni impacchettate dalla tv vengono continuamente e piacevolmente diffuse in massa.

• RINUNCIARE AI PENSIERI FUORI DAL CORO - L’individuo rimane completamente isolato nel suo processo decisionale di dissenso dal regime, senza fonti né conferme, e spesso quindi rinuncia ad arrivare ad una conclusione personale. In questo limbo di confusione e smarrimento, senza appigli definitivi, è molto più facile distrarsi e occuparsi di discussioni futili e meno stressanti. Di fronte all’impossibilità di reagire fuori dal coro si verificano reazioni di alienazione, frustrazione e stress, fino alla rassegnazione e la passività. L’intelletto individuale viene messo in letargo e la vita diventa tutta un sentito dire comune.


Fonte articolo:

http://eccocosavedo.blogspot.com/2010/07/limitare-la-visione-d.html

giovedì 8 luglio 2010

Sciopero dei giornalisti "NO ALLA LEGGE BAVAGLIO !"




"Un'opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema. Perché ad essa ci si può sempre appellare contro le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l'indifferenza popolare o gli errori del governo" (da Sul giornalismo, Bollati Boringhieri, 2009)

Joseph Pulitzer (1847 – 1911), giornalista ed editore ungherese naturalizzato statunitense.


Il nostro blog domani 9 luglio aderisce alla giornata del silenzio decisa dall'Fnsi contro il DDL intercettazioni voluto dal Governo Berlusconi. Stiamo con i giornalisti che scioperano a tutela dei cittadini, cui la legge nega il diritto di essere liberamente informati, cioè di conoscere e di sapere, e dunque di rendersi consapevoli e di giudicare a ragion veduta.


NO ALLA LEGGE BAVAGLIO !

PATROCINIO GRATUITO (?)

“ Il festivalone- ha spiegato il sindaco- è un evento unico per la promozione di Gravellona.  
Abbiamo concesso il patrocinio ma nessun contributo economico se non per quello per gli allacciamenti e per le utenze di acqua e luce, per gli annunci pubblicitari e per l’utilizzo del suolo pubblico” (tot. 8.742,76)

La pista da ghiaccio è invece costata complessivamente al comune circa 18 mila euro: il resto è stata pagata con gli ingressi, quattromila, e con gli sponsor privati.

(fonte VCO Azzurra)

No problem ! Pago io (cittadino) !

martedì 22 giugno 2010

Il tapiro verde

Un grazie alla lega nord di Gravellona


Il Consiglio Comunale di ieri sera si è aperto con un colpo di scena: la lega di Gravellona esiste! A guardar proprio bene un segnale di vita l’aveva già dato il consigliere padano Calefato con le sue dichiarazioni riportate sull’Eco di mercoledì scorso, ma quella di ieri sera è stata una vera e propria sortita a sorpresa, da parte di quello che si pone ormai chiaramente come il leader carismatico dei rappresentanti padani, l’assessore ai piccoli problemi del cittadino Mario Geraci. Bisogna dare atto che era anche stato uno dei protagonisti della cattura del temibile “tasso imbalsamato” ma questa volta ha voluto esagerare e prendersi tutta la scena: prima ancora che il sindaco prendesse la parola (temendo che a lui non l’avrebbe mai data) si è lanciato in una dichiarazione che ha coronato il suo primo anno di lavoro facendo dono di un tapiro a noi del gruppo Insieme per Gravellona. E pensare che c’era gente che diceva che la lega nord a Gravellona non combina niente; altro che niente, qui c’è la prova che sono state fatte ore e ore di lavoro a pitturare di verde il tapiro, ad incollargli la scritta lega nord su entrambi i lati, a pianificare i tempi e i modi per la consegna e per finire qualcuno ha addirittura sacrificato il proprio prezioso fazzoletto verde per “vestire” l’ignaro tapiro.
 Fra l’altro non si tratta mica di un tapiro qualsiasi, mica si tratta di un tapiro che viene dal prato di Pontida o dalle falde del Po sul Monviso, considerando che l’ha portato Mario Geraci suppongo che arrivi da un piccolo comune di 1.956 abitanti in provincia di Palermo nel parco delle Madonie, che si chiama Geraci Siculo e avrà dovuto quindi affrontare un lungo viaggio per giungere nel nostra piccola città che si trova chiaramente nel nord della Padania, speriamo che si adatti al clima rigido del nord, lui che proviene dal profondo sud, e speriamo che i tapiri locali, notoriamente ospitali ma un pochino, come dire, non razzisti, ma un pochino diciamo diffidenti verso i tapiri meridionali non lo trattino troppo male, in fondo è un regalo, un presente e come tale deve essere accettato; cercheremo noi di proteggerlo da quei tapiracci montanari che parlano solo in dialetto e non vogliono saperne di tapiri immigrati. A tranquillizzare tutti sulla possibilità che il tapiro siciliano possa essere accettato come fosse uno di noi è arrivato prontamente l’inno di Mameli, a siglare l’inizio ufficiale del Consiglio come promesso dal sindaco recentemente, anche se a dir la verità la stessa serenità che abbiamo visto negli occhi del tapiro non l’abbiamo vista negli occhi dei consiglieri leghisti ma probabilmente era la solita commozione patriottica che ogni italiano doc vive quando sente l’inno nazionale.
Abbiamo accettato allegramente questo simpatico omaggio, più allegramente di quanto siano sembrati loro nel regalarcelo, tuttavia dobbiamo specificare che quello che il buon Mario Geraci ha interpretato come nostro “attapiramento” in realtà è semplicemente una profonda e reale preoccupazione per il modo in cui stanno giocando a fare gli amministratori. Naturalmente non abbiamo intenzione di perdere il senso dell’umorismo ma qualsiasi analisi razionale delle scelte fatte da questa allegra brigata è davvero avvilente. Ha ragione quando dice che torniamo sempre sugli stessi argomenti, infatti siamo obbligati proprio dai loro stessi atti che inevitabilmente tornano a riaccendere l’attenzione sulle stesse questioni che sono importantissime per la vita di chi vive a Gravellona. Basti pensare alla variazione di bilancio proposta e approvata ieri dalla maggioranza in cui si impegnano 62.000 euro per la sala conferenze della biblioteca, per vedere il sindaco in 3 D mentre arringa il popolo, e si impegnano 180.000 euro per una specie di palestra gonfiabile nel cortile delle scuole elementari dopo averne spesi 40.000 per pagare un progetto (e cestinarlo) che prevedeva anche una palestra vera. Basti pensare ad un sindaco che afferma allegramente che non riesce a convocare la commissione lavori pubblici perché i tecnici sono professionisti che hanno tanti impegni e quindi per i consiglieri comunali di un comune che impegna sette milioni di euro per farli lavorare non hanno tempo da dedicare per spiegare cosa stanno facendo; un sindaco che afferma tranquillamente che nelle commissioni consiliari si deve applicare un regolamento secondo il quale i consiglieri non potrebbero nemmeno parlare e con una maggioranza che accetta tranquillamente queste versioni senza porsi il minimo dubbio. Regolamento o non regolamento io credo che nemmeno in Bielorussia e in Birmania si affrontino opere pubbliche di questa entità senza che i consiglieri possano chiedere i dovuti chiarimenti ai tecnici che lavorano alle dipendenze, dirette o indirette, dell’amministrazione stessa nella sede più naturale che è rappresentata proprio dalle apposite commissioni istituite per approfondire le tematiche sulle quali il Consiglio esprime gli indirizzi. Naturalmente si può anche decidere di riunire tutti in un Consiglio Comunale aperto, in cui chiunque può intervenire e chiunque può parlare, anche i consiglieri di maggioranza.

Anche la risposta relativa al Festivalone non ha fugato tutti i dubbi, siamo preoccupati per quello che potrebbe essere il costo reale di tutta l’operazione e dell’incomprensibile trattamento di particolare favore a questa iniziativa rispetto ad altre e ovviamente, forse per deformazione professionale, temo che il ripristino dell’area verde sarà lasciato alle incredibili capacità che ha sempre la natura di cavarsela da sola alla faccia dell’uomo anche se i risultati non sempre coincidono con le aspettative. Si è discusso anche di Granerolo ma è tutto sotto controllo, rimane solo da capire questa faccenda dei rifiuti che quando passa Ernesto Meazza si materializzano davanti a lui per farsi fotografare e quando passano gli assessori in carica spariscono magicamente.
E intanto il tapiro inizia a brucare l’erba di Pedemonte, speriamo non sia indigesta.

mercoledì 16 giugno 2010

E' tutta colpa nostra!

Sono bastati 12 mesi per comprendere l’enormità del disastro che abbiamo provocato perdendo le elezioni del giugno scorso. Non possiamo astenerci dal riconoscere che l’aver consegnato l’amministrazione di Gravellona a questi signori è una responsabilità che ci porteremo dietro per sempre.
Dopo l’arrivo dell’uragano Giro sono già in molti a rimpiangere i timidi temporali dell’era Di Titta; eppure avevamo tentato di spiegare alcuni degli aspetti contraddittori e potenzialmente pericolosi di una possibile ascesa in giunta di questi esponenti del popolo leghista e della libertà, ma evidentemente portiamo con noi la colpa di essere stati poco credibili rispetto a chi aveva già dato prova della propria volontà di cambiare tutto perché nulla cambi, come alcuni ora ed ex assessori, e rispetto a chi si presentava come un perfetto sconosciuto ricchissimo di autostima, capace di qualunque mirabolante promessa come il nuovo sindaco.


Naturalmente al nostro gruppo consiliare, che somma in sé la colpa di essere minoranza alla ben più grave colpa di essere la passata amministrazione, è stato fin da subito relegato il ruolo di opposizione da tenere il più possibile all’oscuro e al di fuori da qualsiasi avvenimento o decisione nonostante uno sporadico tentativo di coinvolgimento da parte del vice sindaco al quale diamo atto del bel gesto; per il resto siamo obbligati ad essere vissuti come fastidiose zanzare.

Noi abbiamo l’impressione che il sindaco abbia assunto il suo ruolo affetto da una strana forma di sindrome da “Ennio Doris”: il Comune costruito attorno a lui; ci sono tanti piccoli segnali, come la scelta di cambiare ufficio per prendersi il più grande (non mi sbilancio su quale spiegazione potrebbe ipotizzare un buon psico-andrologo), come la scelta di pavimentare lo stesso ufficio con un nuovo parquet in legno (solo il suo), come la scelta di precedere il suo nome sempre con il suo titolo (avv.), come l’ostinazione a voler sempre spendere personalmente la stragrande maggioranza delle parole spendibili globalmente in qualsiasi occasione, ma tutto questo sarebbe solo materia da psicanalisi se non fosse che a questo fanno da cornice due aspetti politicamente molto più gravi: l’incapacità cronica a dire la verità, giustificandosi sistematicamente scaricando le responsabilità su altri che di solito siamo noi, e la messa in atto di scelte clamorosamente sempre sbagliate.

Per fare qualche esempio basti citare il fatto che, non essendosi accorto che sia il mondo intero e sia il VCO stanno vivendo la peggiore crisi economica che la maggior parte dei cittadini viventi possa ricordare (manca solo lui visto che sembra se ne sia accorto alla buon’ora anche il sig. Tremonti), tuttavia lui finanzia allegramente con i soldi del comune iniziative private a suon di salsa e merengue che porteranno chissà quali benefici ai commercianti di Gravellona e alla popolazione tutta; decide di investire più di 50.000 euro per migliorare la sala conferenze della biblioteca, spende più di 20.000 euro per una pista di ghiaccio natalizia e via con questa pioggerella di euro a strascico che potrebbero anche avere un senso se non fosse per la sempre più palpabile carenza di fondi a disposizione del comune che dovrebbe quindi concentrare la sua spesa su aspetti più urgenti e legati alle nuove e vecchie emergenze.
Non si sono accorti che la disoccupazione crea ogni giorno nuove emergenze sociali? Non se lo ricorda più nessuno che servirebbero delle scuole nuove degne di una paese moderno? Non se lo ricordano più di aver urlato allo scandalo per l’amianto nelle pareti dell’asilo nido una settimana prima delle elezioni? Non si ricordano di aver promesso consigli comunali aperti per discutere le questioni più importanti anche con la cittadinanza? La memoria a volte inganna. La verità è che nonostante l’ottimismo ostentato, non fosse altro che per dovere di partito, questi signori sanno che le risorse che arriveranno dal governo centrale saranno sempre meno e che per fare davvero qualche opera pubblica significativa, bisogna fare dei sacrifici sul fronte delle carnevalate e di alcune opere minori ma non volendo rinunciare a queste piccole magnificenze si preferisce aspettare che arrivi lui: il Privato; quello che in cambio di metri cubi in più da costruire ci regalerà tutto ciò di cui abbiamo bisogno. E così, intanto che aspettiamo che Il Grande Lui arrivi e veda il nuovo Piano regolatore approvato definitivamente (fra sei mesi o sei anni) e ci degni della sua attenzione offrendoci opere, noi aspettiamo pazientemente e per ingannare l’attesa festeggiamo allegramente. E’ tutta colpa nostra: non dovevamo perdere le elezioni! Olè!

lunedì 14 giugno 2010

IL PROTOCOLLO SCOMPARSO (2° parte)

Le piscine in fase di costruzione rischiano l'abbandono?

Se vi ricordate qualche tempo fa abbiamo raccontato la storia del Protocollo d'intesa per la nascita di un'Ente Fiera che il sindaco Giro aveva venduto (come solo lui sa fare) come sottoscritto da tutti i soggetti a cui era stato proposto. Li ricordiamo: Provincia del VCO, Distretto Turistico dei Laghi, Camera di Commercio, Federalberghi, Comune di Verbania, Comune di Omegna, Comune di Mergozzo, Comune di Ornavasso e Comune di Baveno. Quest'ultimo ricordiamolo non era neanche stato contattato prima di essere inserito nel protocollo d'intesa a testimonianza della grande efficienza aziendalistica che permea l'attività di questa amministrazione. A quasi quattro mesi dall'annuncio, oltre la Provincia non ci è dato sapere quanti altri soggetti abbiano deciso di aderire. Per certo c'è il rifiuto del Comune di Baveno "arruolato" con leggerezza senza comunicazione ma si ha notizia anche dell'addio del Comune di Verbania. Perché ? Da quelle parti con lo spostamento del nuovo teatro dal centro verso la zona lacustre dell'Arena si è iniziato a parlare di utilizzo della nuova struttura non solo per fini culturali. Che i cugini verbanesi vogliano rubarci l'idea dell'Ente Fiera ? E la nostra baricentricità ? E tutto lo sforzo sotterraneo fatto in questi mesi dal sindaco Giro per "convertire l'ipotesi piscine verso una struttura a spiccata polivalenza e polifunzionalità, idonea ad ospitare oltre 1000 persone, e pertanto eventi congressuali di rilevanza provinciale e comunque intercomunale".
Ma c'è di più. In quel protocollo si diceva che "le verifiche tecniche effettuate hano permesso di acclarare che la struttura in corso di realizzazione [...] il cui stato di avanzamento dei lavori è prossimo al completamento del grezzo strutturale, è ancora suscettibile di varianti atte ad aumentare la capienza del palazzetto dello sport fino a circa 2000 unità". Queste importanti verifiche abbiamo chiesto da un mese che venissero spiegate alla minoranza e ai cittadini in una seduta dela Comissione Lavori Pubblici. Niente ! Silenzio assoluto ! Non ci è dato di sapere quali scelte siano state operate o si stiano approntando ! Paradossalmente vale di più uno straccio di protocollo virtuale, che non si fila nessuno degli enti e che è servito a distrarre l'attenzione piuttosto che due piscine già scavate e parzialmente costruite , di cui si è già pagata la realizzazione alla ditta costruttrice....che ora si vuole liquidare in anticipo purché si abbandoni il vecchio progetto. È scandaloso ! Non si ha il coraggio di affrontare i cittadini e spiegare le ragioni di una scelta tanto scellerata. Ad aggravare la situazione ci sono gli effetti del "fuoco amico" dell'ultima manovra tremontiana che impedisce di fatto a tutti i Comuni sotto i 30.000 abitanti di costituire nuove società e addirittura li obbliga entro il 31.12.2010 a mettere in liquidazione quelle che esistono o a cederne le partecipazioni. Chi spiegherà a Giro e Co. che "la costituzione di apposito Ente a partecipazione pubblica e privata, cui sarà conferita la proprietà della struttura in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Gravellona Toce" forse non si potrà più fare ? Quale altra soluzione si inventerà ora Demolition man per non dare a molti cittadini le agognate piscine ? È solo questione di tempo l'immaginazione certo non gli manca.

martedì 8 giugno 2010

Sapere è potere (?)


Nella rete e sui giornali "dell'odio" in questi giorni sono apparse molte notizie sulle proteste che ritornano con forza nel mondo della scuola, ignorate dai TG delle 20.30. Parziale blocco degli scrutini da parte di alcuni insegnanti, cortei, sit-in, manifestazioni di genitori, alunni e docenti ; tutte iniziative a difesa della scuola pubblica che il Ministro Gelmini sta portanto lentamente alla rovina totale. Ma tutte queste persone sembrano fuori dal tempo perché testimoniano quanto sia ancora radicata la concezione che attribuisce all'istruzione un valore fondamentale per la crescita personale e per la definizione del proprio futuro professionale. "Studia e non te ne pentirai" recitavano i genitori qualche decennio fa. Ma noi genitori della scuola del Ministro Gelmini potremo ripetere ai nostri figli lo stesso adagio? Fino a quando potremo ingannare i nostri figli facendo creder loro che per aver successo nella vita qualche sacrificio sui libri vale la pena di farlo? Quando scopriranno che anche se ti bocciano tre volte alla maturità puoi legiferare in un Consiglio Regionale scrivendo regole che varranno per tutti i cittadini , anche quelli che sudano sui libri quali spiegazioni porteremo ? Sapere è potere. Purtroppo in questa triste Italia anche il non sapere. 
p.s.: ragazzi studiate come forsennati e prendetevi questo paese, please!
Roberto Birocco

giovedì 3 giugno 2010

Furbo come una volpe

Con il solito tempismo tipico del principe che teme di tornare ranocchio, a poche ore dalla scadenza dei 30 giorni, il sindaco ci ha onorati della risposta all’interpellanza sull’incombente Festivalone. Ad essere sincero ho dovuto leggere più volte il documento, probabilmente a causa della distanza culturale fra la mia capacità di comprensione e la ricchezza espositiva del primo cittadino, per cui la ricerca delle risposte ai quesiti da noi sollevati è stata laboriosa e purtroppo infruttuosa.


In sintesi ci viene spiegato che si tratta di una evidente sinergia pubblico-privato, e fin qui non ci sono dubbi, ma l’impressione che se ne trae alla fine è che si tratti di una sinergia nel senso che il pubblico copre una parte consistente dei costi e il privato si porta a casa i guadagni.
Come anteprima del festival latino americano, con una disinvolta esibizione di samba fra le domande che avevamo fatto, il sindaco è riuscito a evitare di rispondere puntualmente a ciò che avevamo chiesto adducendo delle motivazioni quanto meno elusive.
Analizzando la risposta nei punti salienti si osservano alcune evidenti contraddizioni; in primo luogo viene detto che i proponenti dell’iniziativa hanno richiesto all’amministrazione la disponibilità di un area e il patrocinio nominale; a tale richiesta l’amministrazione ha rilanciato: perché concedere solo l’area e il patrocinio (più volte indicato come a costo zero) come loro hanno chiesto quando possiamo benissimo dare molto di più? Ci saranno rimasti spiazzati anche loro ma di fronte a tanta generosità qualunque imprenditore avveduto non può che prendere al volo e d è così che la giunta ha buttato sul piatto la corrente elettrica, l’acqua potabile, le affissioni gratuite, gli orari come da loro programma e ha concentrato il lavoro degli operai comunali per predisporre le aree al meglio e naturalmente il tutto a costo zero, per il proponente privato.
La contraddizione più grande è proprio sui costi: nel verbale di giunta, 63 del 2010, si dice espressamente al punto 2 della delibera che le sopra elencate forniture e concessioni trovano copertura negli appositi stanziamenti di bilancio 2010. ed era proprio questo uno dei quesiti che avevamo posto, e cioè quali sono i capitoli e quali sono gli importi, ma evidentemente quella delibera di giunta è stata fatta a insaputa del sindaco che, seppur presente, non ricorda nemmeno che al punto 1 della delibera si afferma che il comune intende -“patrocinare l’iniziativa mediante i seguenti interventi “- e qui elenca le voci per le quali abbiamo chiesto conto mentre ora afferma che il patrocinio è soltanto nominale e non comporta impegno di spesa. Del tutto non credibile quando afferma che il mancato incasso per le concessioni è aleatorio e di difficile quantificazione. Trovo anche fuori luogo il paragone del supporto a questa iniziativa con il supporto alle spese della pista di ghiaccio che, seppur costosa e degna di riflessione critica, era una iniziativa della Pro Loco sicuramente non a scopo di lucro mentre questo festival è una iniziativa privata con finalità, legittime, di produrre profitto a beneficio degli imprenditori che se ne assumono il rischio e ne godono in via esclusiva gli eventuali guadagni.
L’elencazione degli incredibili vantaggi che sono riservati ai gravellonesi mi lascia veramente senza parole per cui direi che sarà interessante verificarlo a consuntivo. Su questo fronte la risposta raggiunge il suo apice e ve la voglio riportare tal quale e vi chiedo di aiutarmi poi a decifrarla perché giuro che non riesco a cogliere in questo paragrafo dove stia il vantaggio per la comunità:

-“l’Amministrazione si è resa disponibile a fare da tramite, attraverso la stipula di contratti di sponsorizzazione, tra il FestivalOne e le realtà produttive e commerciali che intenderanno sponsorizzarlo, impegnandosi a devolvere all’organizzazione i proventi delle sponsorizzazioni a destinazione vincolata (cioè per la realizzazione del festival) che dovessero essere proposte al Comune.”-

Probabilmente è l’alba di una nuova era turistica per gravellona, avessi i soldi costruirei un albergo.

lunedì 31 maggio 2010

Granerolo dimenticata ?

 
Strada di collegamento Val Guerra dopo la messa in sicurezza del 2009 (Giunta Di Titta)


Notizie da Granerolo giungono dal Consigliere Ernesto Meazza che nei giorni scorsi ha presentato un'interpellanza al Sindaco segnalando alcuni problemi che da tempo investono le stradedi collegamento tra Gravellona Toce e la frazione di Granerolo . Ecco il testo:

Al Signor Sindaco del Comune di Gravellona Toce
Oggetto degrado e abbandono totale delle strade di collegamento tra Granerolo e Gravellona Toce.

Il sottoscritto Ernesto Meazza Consigliere di minoranza del gruppo "Insieme per Gravellona" chiede all'attuale Amministrazione di verificare le condizioni di Via Mulattiera vecchia, Via Casa del Gallo e Via Val Guerra.
La Via Mulattiera vecchia non è più transitabile dal 17 luglio dello scorso anno dopo le forti piogge verificatesi. Perché non si è fatto nessun intervento conservativo di manutenzione straordinaria ?
Via casa del Gallo abbonda di cartelli segnaletici contraffatti e di cartelli con riferimento a dossi non più esistenti. In Via Val Guerra da mesi giacciono mucchi di immondizia a bordo strada, buche che avrebbero bisogno di manutenzione straordinaria per rimuovere definitivamente il problema che si ripropone negli stesi punti da tempo. La Via Val Guerra è diventata anche un'ottima discarica di macerie edilizie, quasi tutte provenienti da cantieri furoi di Granerolo. Visto che in suddetta località esiste già un cartello che vieta il transito ai camion, chiedo che venga reso più esplicito il motivo di tale divieto rendendolo più restrittivo per chi non è residnte nel comune di Gravellona Toce.
In attesa che questa interpellanza sia messa all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.
Il Consigliere counale
Ernesto Meazza