Ieri sera al termine del Consiglio comunale il Sindaco Giro ha espresso l'intenzione, da ora in avanti, di aprire e chiudere la riunione dei consigli con l'esecuzione dell'Inno d'Italia. L'annuncio è avvenuto a sorpresa, in modo un po' sornione e soft , con lo stile di un pianista di piano bar che annuncia l'ultimo pezzo mentre la sala si svuota. Ma il pezzo in questione non era "Sapore di sale" per cui tutti i presenti, anche quelli che stavano infilando la porta, con un po' di imbarazzo sono stati bloccati dal dovere patriottico di ascoltare le note di Goffredo Mameli sull'attenti e con lo sguardo fiero in avanti. Ognuno si è scelto un punto nella stanza da fissare per qualche secondo. Io che ero già uscito dalla sala, mi sono fermato nell'atrio e mentre ascoltavo le note che mi riportano alla mente, data la mia tenera età, più ricordi calcistici che altro, ho pensato ai consiglieri leghisti (Calefato, Labriola e Magistris) che dietro quel muro stavano soffrendo perché costretti ad ascoltare l'inno dello Stato invasore dal quale la Lega nel week-end cerca di liberarsi e il lunedì è costretta a servire su quelle comode poltrone rosse fino alla fine del mese (quando lo Stato canaglia paga lo stipendio). Bravo Giro proprio un bello scherzetto ! O forse era stato deciso tutto in una riunione di maggioranza ? In questo caso i cittadini gravellonesi possono stare tranquilli: qui la maggioranza non si lascia influenzare dai venti "divisori" che provengono da Roma e tira diritto. Ma dove va ?
Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta;
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò,
Noi fummo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò,
Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti con Dio,
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò,
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò,
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò
Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò
Il blog del Gruppo consigliare Insieme per Gravellona - "La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi." Platone
giovedì 29 aprile 2010
Unanimità, basterà?
Dopo 2 rinvii negli ultimi 2 Consigli Comunali, ieri sera è stato votato l’ordine del giorno che avevamo presentato per difendere la gestione pubblica dell’acqua senza che si debba correre il rischio che diventi oggetto di speculazione da parte di qualcuno. Abbiamo concordato alcune piccole correzioni espressive ma nella sostanza il principio è stato riconosciuto e c’è stata una votazione unanime a favore dell’approvazione. Ovviamente questo non significa nulla dal punto di vista pratico ma è sicuramente un buon punto di partenza per i passi successivi che si dovranno fare per spingere il parlamento a modificare il decreto Ronchi.
Personalmente io ritengo che ancora manchi il coraggio di affermare che anche la gestione, e non solo la proprietà, dell'acqua deve rimanere sotto stretto controllo pubblico, con società pubbliche. Io ritengo che in nessun caso sia opportuno affidare dei servizi pubblici che di fatto sono dei veri e propri monopoli (acqua, rifiuti, autostrade, reti telefoniche ecc.) a dei soggetti privati che per loro natura ne sfruttano la posizione di vantaggio strategico per trarne profitto a scapito degli utenti che si trovano poi sistematicamente nella condizione di subirne gli aumenti tariffari senza vedere migliorare la qualità dei servizi. Seppur con limiti e difetti gli enti pubblici non devono abdicare la loro funzione di erogatori di servizi in modo efficiente ed economico.
Di seguito pubblico il testo dell’ordine del giorno approvato all’unanimità:
PREMESSO
Che l’acqua è fonte di vita e costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti e non può essere proprietà di nessuno;
Che il parlamento italiano Giovedì 19 novembre 2009 ha approvato la conversione in legge del DL 25 settembre 2009, n. 135 "Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”;
Che questa norma prevede che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria a favore di imprenditori o di società mediante procedure competitive ad evidenza pubblica;
Che questo provvedimento apre di fatto la strada all’affidamento esclusivo ai privati della gestione del servizio idrico facendo diventare l’acqua un business e non un bene primario da garantire alle popolazioni;
Che il Parlamento Europeo ha preso posizione a favore del riconoscimento dell'acqua come diritto umano e bene comune;
Che la privatizzazione del servizio, se non altro per il semplice motivo che i privati gestiscono un servizio per ottenere legittimamente un profitto, rischia di portare agli utenti un ulteriore aggravio dei costi e delle bollette.
CONSIDERATA
La peculiarità economica, sociale, ambientale e geomorfologica della provincia del Vco e in particolare la sua specificità montana;
Il consiglio comunale di Gravellona Toce
Esprime preoccupazione per le recenti legiferazioni in materia e le possibili implicazioni economiche e sociali per il territorio e i cittadini.
Sancisce con forza il principio della proprietà pubblica delle acque, siano esse superficiali o sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, in quanto costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà, e che la gestione del servizio idrico integrato non debba mai essere sottoposto all’obbligo di affidamento a società privatistiche;
Si impegna a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per il mantenimento sotto controllo pubblico del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza anche attraverso azioni di informazione alla cittadinanza.
Chiede alla Provincia del Verbano Cusio Ossola di adoperarsi in tutte le sedi per perseguire la soluzione di un affidamento in deroga ai sensi dell’art. 15 comma 3 del decreto 135/09.
Personalmente io ritengo che ancora manchi il coraggio di affermare che anche la gestione, e non solo la proprietà, dell'acqua deve rimanere sotto stretto controllo pubblico, con società pubbliche. Io ritengo che in nessun caso sia opportuno affidare dei servizi pubblici che di fatto sono dei veri e propri monopoli (acqua, rifiuti, autostrade, reti telefoniche ecc.) a dei soggetti privati che per loro natura ne sfruttano la posizione di vantaggio strategico per trarne profitto a scapito degli utenti che si trovano poi sistematicamente nella condizione di subirne gli aumenti tariffari senza vedere migliorare la qualità dei servizi. Seppur con limiti e difetti gli enti pubblici non devono abdicare la loro funzione di erogatori di servizi in modo efficiente ed economico.
Di seguito pubblico il testo dell’ordine del giorno approvato all’unanimità:
PREMESSO
Che l’acqua è fonte di vita e costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti e non può essere proprietà di nessuno;
Che il parlamento italiano Giovedì 19 novembre 2009 ha approvato la conversione in legge del DL 25 settembre 2009, n. 135 "Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”;
Che questa norma prevede che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria a favore di imprenditori o di società mediante procedure competitive ad evidenza pubblica;
Che questo provvedimento apre di fatto la strada all’affidamento esclusivo ai privati della gestione del servizio idrico facendo diventare l’acqua un business e non un bene primario da garantire alle popolazioni;
Che il Parlamento Europeo ha preso posizione a favore del riconoscimento dell'acqua come diritto umano e bene comune;
Che la privatizzazione del servizio, se non altro per il semplice motivo che i privati gestiscono un servizio per ottenere legittimamente un profitto, rischia di portare agli utenti un ulteriore aggravio dei costi e delle bollette.
CONSIDERATA
La peculiarità economica, sociale, ambientale e geomorfologica della provincia del Vco e in particolare la sua specificità montana;
Il consiglio comunale di Gravellona Toce
Esprime preoccupazione per le recenti legiferazioni in materia e le possibili implicazioni economiche e sociali per il territorio e i cittadini.
Sancisce con forza il principio della proprietà pubblica delle acque, siano esse superficiali o sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, in quanto costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà, e che la gestione del servizio idrico integrato non debba mai essere sottoposto all’obbligo di affidamento a società privatistiche;
Si impegna a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per il mantenimento sotto controllo pubblico del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza anche attraverso azioni di informazione alla cittadinanza.
Chiede alla Provincia del Verbano Cusio Ossola di adoperarsi in tutte le sedi per perseguire la soluzione di un affidamento in deroga ai sensi dell’art. 15 comma 3 del decreto 135/09.
martedì 27 aprile 2010
Senza tregua
Facendo seguito al post in cui avevamo pubblicato l'ultima l'interpellanza presentata, possiamo ora rendere nota anche la risposta che ci è stata anticipata per iscritto.
Alla semplice domanda con cui si intendeva sapere sulla base di quale progetto ha lavorato, e sta lavorando l’impresa esecutrice dei lavori, la risposta che ci viene fornita è che è tuttora in esecuzione il progetto originariamente approvato e appaltato dalla precedente amministrazione. Dopo circa 10 mesi dalle elezioni, nonostante le ripetute dichiarazioni di grande attivismo per la modifica del progetto, abbiamo la conferma che in realtà nulla è cambiato e il tanto criticato progetto, comprendente le piscine, è tuttora in esecuzione. Potrebbe anche essere una buona notizia se non fosse che contemporaneamente scopriamo che la variante al progetto, proposta dal Direttore Lavori e progettista nel mese di maggio scorso e dalla vecchia giunta approvata, che si poneva l’obiettivo di arrivare al completamento e all’apertura al pubblico della parte relativa alle piscine nel giro di una anno, è stata tenuta in una sorta di stand by dall’impresa e dall’amministrazione stessa per tutto questo tempo ed ora sembra che i lavori siano finiti in un vicolo cieco senza che né il Direttore Lavori né il RUP abbiano in qualche modo chiarito come si debba procedere. Purtroppo ci rendiamo conto che tutte le figure tecniche protagoniste di questa opera siano ormai fortemente confuse dall’atteggiamento dell’amministrazione che continua a contraddirsi e a temporeggiare nella speranza che arrivi qualcuno con una manciata di milioni di euro a risolvere ogni problema.
Dalla risposta sembrerebbe che la variante del maggio scorso sarebbe inapplicabile poiché non migliorativa e non a costo zero per l’amministrazione, per cui ora il Direttore Lavori che l’aveva proposta anche come metodo di soluzione di alcune difficoltà con l’impresa si troverà ora con alcuni nodi irrisolti che non vorremmo mai si traducessero in una richiesta danni da parte dell’impresa; tuttavia la paura più grande è che questa intenzione di cambiare completamente il progetto, facendone uno nuovo che preveda l’eliminazione delle piscine per far spazio ad un’area congressuale, si traducesse in un duplice disastro: economico e funzionale. Sarebbe un disastro economico per i maggiori costi per liquidare l’impresa, affidare la nuova progettazione, fare il nuovo progetto e il nuovo appalto ma soprattutto sarebbe un disastro funzionale visto che un impianto senza le piscine perderebbe l’elemento che più interessa alla popolazione di Gravellona e dintorni, l’impianto con le piscine era altresì stato oggetto di una studio socio-economico che ne garantiva la sostenibilità economica, mentre le continue dichiarazioni dell’esatto contrario non sono mai state supportate da un analogo studio. La nostra proposta è di pretendere dall'impresa la realizzazione del progetto originale e se fosse vero, come sembrerebbe dal parere dei tecnici, che vi siano delle carenze da imputare ad errori di progettazione saranno i progettisti a doversene assumere la responsabilità; in nessun caso si dovrà rinunciare alle piscine e sperperare risorse pubbliche per realizzare un nuovo progetto senza utilità diretta per la popolazione.
Alla semplice domanda con cui si intendeva sapere sulla base di quale progetto ha lavorato, e sta lavorando l’impresa esecutrice dei lavori, la risposta che ci viene fornita è che è tuttora in esecuzione il progetto originariamente approvato e appaltato dalla precedente amministrazione. Dopo circa 10 mesi dalle elezioni, nonostante le ripetute dichiarazioni di grande attivismo per la modifica del progetto, abbiamo la conferma che in realtà nulla è cambiato e il tanto criticato progetto, comprendente le piscine, è tuttora in esecuzione. Potrebbe anche essere una buona notizia se non fosse che contemporaneamente scopriamo che la variante al progetto, proposta dal Direttore Lavori e progettista nel mese di maggio scorso e dalla vecchia giunta approvata, che si poneva l’obiettivo di arrivare al completamento e all’apertura al pubblico della parte relativa alle piscine nel giro di una anno, è stata tenuta in una sorta di stand by dall’impresa e dall’amministrazione stessa per tutto questo tempo ed ora sembra che i lavori siano finiti in un vicolo cieco senza che né il Direttore Lavori né il RUP abbiano in qualche modo chiarito come si debba procedere. Purtroppo ci rendiamo conto che tutte le figure tecniche protagoniste di questa opera siano ormai fortemente confuse dall’atteggiamento dell’amministrazione che continua a contraddirsi e a temporeggiare nella speranza che arrivi qualcuno con una manciata di milioni di euro a risolvere ogni problema.
Dalla risposta sembrerebbe che la variante del maggio scorso sarebbe inapplicabile poiché non migliorativa e non a costo zero per l’amministrazione, per cui ora il Direttore Lavori che l’aveva proposta anche come metodo di soluzione di alcune difficoltà con l’impresa si troverà ora con alcuni nodi irrisolti che non vorremmo mai si traducessero in una richiesta danni da parte dell’impresa; tuttavia la paura più grande è che questa intenzione di cambiare completamente il progetto, facendone uno nuovo che preveda l’eliminazione delle piscine per far spazio ad un’area congressuale, si traducesse in un duplice disastro: economico e funzionale. Sarebbe un disastro economico per i maggiori costi per liquidare l’impresa, affidare la nuova progettazione, fare il nuovo progetto e il nuovo appalto ma soprattutto sarebbe un disastro funzionale visto che un impianto senza le piscine perderebbe l’elemento che più interessa alla popolazione di Gravellona e dintorni, l’impianto con le piscine era altresì stato oggetto di una studio socio-economico che ne garantiva la sostenibilità economica, mentre le continue dichiarazioni dell’esatto contrario non sono mai state supportate da un analogo studio. La nostra proposta è di pretendere dall'impresa la realizzazione del progetto originale e se fosse vero, come sembrerebbe dal parere dei tecnici, che vi siano delle carenze da imputare ad errori di progettazione saranno i progettisti a doversene assumere la responsabilità; in nessun caso si dovrà rinunciare alle piscine e sperperare risorse pubbliche per realizzare un nuovo progetto senza utilità diretta per la popolazione.
La scuola è solo un sogno?
Nuovo edificio scuola elementare progettato dall'Arch. Giulio Balbo
Tra le scelte più infauste di cui può vantarsi il Sindaco Giro e la sua "squadra" in questi dieci mesi di amministrazione c'è quella di non costruire più il nuovo edificio della Scuola Elementare di Via Pattaroni. Il progetto voluto dall'Amministrazione Di Titta a detta del Sindaco era una "soluzione parziale e costosa". Intanto le promesse di dare alla città una scuola nuova tra due anni non hanno nessun riscontro nella realtà che sinteticamente è questa: nel bilancio 2010 recentemente approvato non sono presenti voci di spesa per la progettazione del nuovo polo scolastico (dato che il vecchio progetto redatto dall'Arch. Giulio Balbo è stato messo in un cassetto con grave spreco di denaro pubblico,più di 40.000,00 euro); non si è più discusso di dove dovrà sorgere il nuovo polo scolastico che dovrebbe raggruppare elementari e medie; sono previsti opere di manutenzione ordinaria e straordinaria molto costosi tra cui il cambio degli infissi e la costruzione di una scala di sicurezza interna sul prefabbricato del 1966 che presenta limiti strutturali evidenti ; non lo si dice a parole ma nei fatti probabilmente una generazione intera di studenti (dalla 1° alla 5°) dovrà formarsi in un edificio che non offrirà nessuna nuova opportunità. Giro e la sua squadra preferiscono metterci una pezza all'italiana, la scuola può aspettare e non è un buon motivo per indebitarsi. A corredo di queste brevi considerazioni pubblichiamo la relazione a firma dell'Arch. Giulio Balbo che illustra le ragioni che avevano portato l'amministrazione Di Titta a propendere per la demolizione del prefabbricato di Via Pattaroni e la costruzione ex-novo dell'edificio.
Tra le scelte più infauste di cui può vantarsi il Sindaco Giro e la sua "squadra" in questi dieci mesi di amministrazione c'è quella di non costruire più il nuovo edificio della Scuola Elementare di Via Pattaroni. Il progetto voluto dall'Amministrazione Di Titta a detta del Sindaco era una "soluzione parziale e costosa". Intanto le promesse di dare alla città una scuola nuova tra due anni non hanno nessun riscontro nella realtà che sinteticamente è questa: nel bilancio 2010 recentemente approvato non sono presenti voci di spesa per la progettazione del nuovo polo scolastico (dato che il vecchio progetto redatto dall'Arch. Giulio Balbo è stato messo in un cassetto con grave spreco di denaro pubblico,più di 40.000,00 euro); non si è più discusso di dove dovrà sorgere il nuovo polo scolastico che dovrebbe raggruppare elementari e medie; sono previsti opere di manutenzione ordinaria e straordinaria molto costosi tra cui il cambio degli infissi e la costruzione di una scala di sicurezza interna sul prefabbricato del 1966 che presenta limiti strutturali evidenti ; non lo si dice a parole ma nei fatti probabilmente una generazione intera di studenti (dalla 1° alla 5°) dovrà formarsi in un edificio che non offrirà nessuna nuova opportunità. Giro e la sua squadra preferiscono metterci una pezza all'italiana, la scuola può aspettare e non è un buon motivo per indebitarsi. A corredo di queste brevi considerazioni pubblichiamo la relazione a firma dell'Arch. Giulio Balbo che illustra le ragioni che avevano portato l'amministrazione Di Titta a propendere per la demolizione del prefabbricato di Via Pattaroni e la costruzione ex-novo dell'edificio.
SCUOLA ELEMENTARE PIAZZA VITTORIO VENETO – GRAVELLONA TOCE
In tutta Europa si è sempre dato ampio spazio all’edilizia scolastica, perchè questa rappresenta il futuro, sia realizzando interventi innovativi al seguito di quello che è l’ effettivo progresso nel campo della società e dell’insegnamento, quindi essenzialmente strutture nuove flessibili ed adeguate allo scopo con possibilità di seguire nel tempo tutti i processi evolutivi.Nel nostro paese predomina l’utilizzo di edifici vetusti ed ancor peggio di strutture realizzate in periodi di emergenza, sovente di tipo prefabbricato, e prima dell’entrata in vigore di normative sull’ edilizia scolastica (D.M. 18/05/1975, Norme tecniche per l’edilizia scolastica e D.M. 26/08/1992, Norme di prevenzione incendi per l’ edilizia scolastica), quindi fabbricati carenti dal punto di vista normativo e di vita limitata nel tempo, oltre sovente alla mancata flessibilità, ed in molti casi con l’uso di materiali in seguito risultati nocivi (amianto, ecc.).
La scuola rappresenta il “futuro” della nuova società e quindi l’edilizia scolastica deve godere di tutte le attenzioni necessarie al suo miglior sviluppo ed alla sua sicurezza.
Quindi complessi dotati di tutti gli spazi e le attrezzature previsti dalle normative in edifici provvisti di ampia flessibilità e con elevati standard di sicurezza, oltre ad un ampio rispetto della normativa per disabili. Per cui un’Amministrazione che abbia a cuore lo sviluppo della società deve partire dalla scuola, settore prioritario che non può essere assolutamente penalizzato in quanto il danno si protrarrà nel tempo.
Il risparmio od il cattivo uso di finanziamenti in interventi non consoni né effettivamente migliorativi è da ritenersi assolutamente sbagliato in quanto questo è l’unico settore in cui non si può risparmiare sulla formazione e sulla sicurezza.
Oggi dalla scuola si richiede sempre più preparazione, utilizzo di moderne tecnologie e quindi anche necessità di nuovi ambienti, per cui lesinare finanziamenti alla scuola vuol dire mantenere in “arretrato” studenti che si troveranno presto inadeguati al mondo del lavoro.
Nel caso della Scuola elementare di Piazza Vittorio Veneto, in progetto erano stati previsti, per il miglioramento della qualità della vita, importanti i servizi quali la mensa scolastica, che era stata indicata anche con una cucina vera e propria per preparazione in loco di menu appositi dietologicamente sani e non solo cibi preconfezionati.
Così pure la nuova palestra faceva parte di quelle pertinenze di qualità previste per la scuola elementare, in sostanza si voleva dare alla scuola tutto il meglio possibile con un’ azione di recupero funzionale degli altri due corpi esistenti, considerando l’ottima posizione centrale dell’area con ridotti tempi di percorrenza necessari.
Il “prefabbricato” realizzato dalla Ditta IRCOM nel 1966 potrebbe far parte di quelle strutture apparentemente stabili, ma dove un’eventuale scossa di terremoto, ancorché modesta, potrebbe provocare crolli strutturali con grave pregiudizio per la sicurezza.
L’insicurezza di questi fabbricati è dovuta alla presenza di materiali scadenti, impiegati fino al 1970 nelle strutture, materiali che oggi, sulla base delle attuali norme tecniche sulle costruzioni, sarebbero assolutamente inaccettabili per la sicurezza di qualsiasi edificio.
La passata Amministrazione negli anni scorsi ha dedicato una grande attenzione a quelli che erano i problemi e le necessità della scuola e delle attrezzature per i bambini e per i giovani, in quanto essi rappresentano il nostro futuro ed ogni attenzione ad essi deve essere rivolta.
In particolare uno dei punti considerati con maggiore attenzione era stato quello della scuola elementare in Piazza Vittorio Veneto, complesso di edifici dei quali in parte su quelli più vecchi sono stati eseguiti interventi di adeguamento alle Norme di prevenzione incendi.
Su quello più recente, prefabbricato realizzato dalla Ditta IRCOM nel 1966, considerato il suo stato e inadeguatezza funzionale, ne era stata prevista la demolizione, in quanto non rispondente alle normative vigenti in materia di edilizia scolastica (D.M. 18/05/1975, Norme tecniche per l’edilizia scolastica e D.M. 26/08/1992, Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica), tanto meno alla normativa sismica.
L’edificio realizzato 43 anni fa, in momenti di profonda carenza normativa, non può più essere considerato adatto allo scopo sia perché è ormai vicino a quello che poteva essere la sua speranza di vita (50 anni) e sia perché un diffuso stato di degrado ne aggrava l’insicurezza e ne rendeva antieconomico il recupero.
Ad una semplice occhiata il fabbricato denota chiaramente la sua inadeguatezza, sia dal punto di vista statico, che di prevenzione incendi che funzionale.
Mentre per giustificarne il recupero è stata redatta una perizia, che ne attesta comunque l’inadeguatezza sismica, citando comunque che non si sono potuti effettuare accertamenti sulle fondazioni e su altre parti non accessibili. Alcuni interventi potrebbero migliorare la staticità del fabbricato, lasciando comunque una struttura essenzialmente carente.
Mantenere in funzione il “prefabbricato” significherebbe comunque adeguarlo alle norme vigenti sull’edilizia scolastica (D.M. 18/05/1975 e D.M. 26/08/1992), in particolare la normativa della prevenzione incendi risulterebbe molto onerosa, in quanto occorrerebbero adeguate protezioni delle strutture in ferro, compartimentazioni, ecc., adeguamento dell’unica scala, od esecuzione di nuova all’esterno, oltre ad impianto idrico di estinzione incendi, illuminazione di emergenza,ecc.
Si tratterebbe inoltre di effettuare anche altri interventi edili quali sostituzione serramenti, tramezzature, porte, ecc. Eseguire cioè opere molto costose che restituirebbero comunque un fabbricato nonassolutamente funzionale, anche perché non collegato agli altri edificiesistenti e infine perché non disporrebbe di servizi adeguati quali la palestra (prevista anche per utilizzo extra scolastico), la mensa ed altre ulteriori aule mancanti. Si tratterebbe quindi di una spesa che darebbe comunque una struttura sostanzialmente “non sicura” e totalmente non funzionale perché non adeguata alle effettive esigenzedella scuola.
In un articolo di Riccardo Gulli “L’edilizia scolastica prefabbricata in Italia. La sperimentazione degli anni ‘60”, in atti del 2° Convegno Nazionale di Storia dell’Ingegneria, Napoli 7-9 aprile 2008 (pp. 681-690), Cuzzolin Editore, Napoli, in merito alle indagini svolte dall’ISES sulle prestazioni richieste dai vari componenti, risulta che la maggior parte dei tamponamenti non garantivano idonea traspirazione, in alcuni casi venivano usati materiali contenenti amianto, inoltre si segnalava perplessità in ordine alla durata dei paramenti nel tempo, processi disgreganti dell’ umidità manifestatisi ad es. nell’edificio scolastico realizzato a Pesaro dalla stessa Ditta IRCOM (esecutrice del prefabbricato di Gravellona Toce), inoltre l’analisi condotta sullo stato conservativo
della scuola ha evidenziato la presenza di una serie di carenze e patologie di degrado di natura costruttive e di ordine strutturale.
Infine citiamo un articolo comparso di recente da cui emerge la preoccupante situazione riguardante la sicurezza negli edifici scolastici.
“La sicurezza a scuola prima di tutto::”, v. “La Stampa” del 18 ottobre 2009, pag. 84, il Procuratore Raffaele Guainiello lo aveva promesso all’indomani del crollo al LIceo Darwin di Rivoli. Guariniello ha avviato un’inchiesta sulle misure antincendio tra le scuole di Torino e Provincia... 1758 istituti dalle materne alle superiori” ed i risultati pubblicati sull’articolo sono alquanto sconcertanti.
L’attenzione alla sicurezza è prioritaria in quanto ogni anno in Italia “sono oltre 90 mila le denunce di infortunio, di cui 250 indennizzate per inabilità permanente. Nel 2008 si è registrato un aumento dell’1,6%......”. La prevenzione tra i banchi, dunque, è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il rischio che si propaghino le fiamme.”
In conclusione rimaniamo dell’idea che alla scuola, specialmente quella elementare, debbano essere dedicati i maggiori sforzi al fine di garantire qualità dell’ istruzione, della vita e della sicurezza, secondo gli standard normativi vigenti, quindi non può considerarsi conforme a questi principi il riutilizzo di un prefabbricato con le carenze che sono
state documentate.
LAVORI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE EDIFICIO PREFABBRICATO SCUOLE ELEMENTARI
In seguito alla demolizione dell’edificio prefabbricato esistente verrà realizzato l’ ampliamento della scuola elementare, sempre in un corpo staccato, ma collegato con corridoi vetrati al corpo adiacente.
L’ampliamento comprenderà:
PIANO RIALZATO
- palestra, mq 212,00 con deposito attrezzi, visita medica, spogliatoi e servizi igienici (utilizzabile anche per fruitori esterni in ore extra scolastiche)
- mensa scolastica con cucina, dispensa e spogliatoi personale
- laboratorio doposcuola
servizi igienici e deposito
- guardiola bidelli
-atrio, corridoi e collegamento con corpo adiacente esistente
- 2 scale protette
- ascensore
PIANO PRIMO
- 6 aule normali
- aula interciclo
-servizi igienici e deposito
- guardiola bidelli
-servizi igienici
- atrio, corridoio e collegamento con corpo adiacente esistente
- 2 scale protette
- ascensore
PIANO SECONDO
- biblioteca e aula TV
-laboratorio informatica
- archivio
- segreteria
- presidenza
- sala insegnanti e collaboratori
- servizi igienici e deposito
- guardiola bidelli
- atrio, corridoio
- 2 scale protette
- ascensore
COPERTURA
- terrazzo
- shed con pannelli solari e fotovoltaici
- centrale fotovoltaica
- centrale termica a gas metano
- gruppo elettrogeno
- locale macchine ascensore
- 1 scala protetta
- ascensore
I collegamenti verticali del fabbricato saranno realizzati con scale protette (separate con strutture e porte resistenti al fuoco 120 minuti).
Tutti i livelli del fabbricato saranno con strutture a “pianta libera”, cioè con un numero minimo di pilastri (circolari) all’ interno per consentire qualsiasi tipo di distribuzione dei locali da delimitarsi con pareti in cartongesso.
Le pareti esterne saranno a cappotto, per poter permettere un ottimo isolamento del fabbricato sia per il periodo invernale che per quello estivo; i serramenti esterni legno lamellare con vetrate isolanti con doppio cristallo stratificato.
La palestra, delle dimensioni interne di m 17,00 x 12,00, sarà realizzata con copertura con travi in legno lamellare (resistente al fuoco 60 minuti).
Per il superamento delle barriere architettoniche il piano rialzato sarà raccordato con l’esterno tramite rampe, come pure i collegamenti con il corpo esistente. E’ inoltre previsto un ascensore adeguato per disabili del tipo antincendio, funzionante in emergenza con gruppo elettrogeno, inoltre a tutti i livelli sono disponibili servizi adeguati per
portatori di handicap. Per quanto riguarda l’inserimento ambientale, considerando che la nuova struttura ha un piano in più rispetto all’esistente, si è cercato di contenere al massimo le altezze, partendo anche da un livello del piano rialzato inferiore di 40 cm rispetto a quello esistente,. La connessione tra fabbricato nuovo e gli altri è stata risolta con l’interposizione del cortiletto ed il collegamento con corridoi vetrati.
Per la nuova struttura sarà inoltre possibile prevedere la riconversione in altra struttura, ad es. scuola media o altra destinazione, vista la possibilità distributiva interna dovuta alla pianta libera.
Le superfici lorde dei vari livelli relative all’ ampliamento sono le seguenti:
- piano rialzato (con palestra) mq 842,80
- piano primo mq 636,92
- piano secondo mq 613,27
totale mq 2.092,99
La scelta di realizzare l’intervento sull’area esistente, invece che scegliere altri spazi per la delocalizzazione, è motivata dal fatto che il luogo è in posizione centrale, zona tranquilla e facilmente raggiungibile anche a piedi.
Per quanto riguarda le energie alternative è previsto l’utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, solari per l’acqua calda sanitaria e ad integrazione dell’impianto di riscaldamento. E’ allo studio anche l’utilizzo della geotermia per poter rendere praticamente autosufficiente il complesso dal punto di vista energetico.
La nuova centrale termica con caldaia a condensazione alimentata a gas metano verrà spostata dall’ attuale posizione per collocarla sulla copertura del nuovo corpo con le altre centrali tecnologiche, sia per migliorare la sicurezza antincendio (la centrale termica attuale è attigua alle finestre di corridoi aule).
Alla riduzione dei consumi energetici contribuirà il riscaldamento a pannelli radianti previsto per la nuova costruzione.
In conclusione il nuovo complesso sarà dotato di tutti quegli spazi necessari allo svolgimento delle attività didattiche, come richiesto dalla Direzione didattica in rapporto alla popolazione scolastica attuale e dalle normative vigenti.
Arch. Giulio Balbo
domenica 25 aprile 2010
CONSIGLIO COMUNALE convocato il 28.04.2010
Nel prossimo Consiglio Comunale convocato per mercoledì 28 si tornerà a parlare nuovamente del Palazzetto dello sport o meglio del destino delle piscine che da mesi stanno subendo una forte censura. Il Sindaco non ne parla più pubblicamente e preferisce nel segreto delle stanze che contano scrivere (o farsi scrivere) protocolli d'intesa che ne decretano la scomparsa, con l'appoggio di enti importanti che non ne sanno nulla o che non hanno mai confermato pubblicamente questa intenzione. Su La Stampa di oggi scopriamo, su dichiarazioni del sindaco Giro, che il progetto del Palazzetto di Gravellona verrà adeguato alle esigenze della Fulgor. Ma come ? Limitandosi ad aumentare le tribune ? E le piscine che fine faranno ?Come sempre la città di Gravellona sembra destinata a soddisfare prima le esigenze di altri e poi dei propri cittadini. Se bisognerà sacrificare qualcosa lo faranno tagliando sui servizi di cui potrebbero godere tutti gli abitanti ed in cambio ci spiegheranno che dovremmo essere fieri di aver in casa Il Palazzetto dello Sport Provinciale. Sono soddisfazioni !
CITTÀ DI GRAVELLONA TOCE
Provincia del Verbano Cusio Ossola
Provincia del Verbano Cusio Ossola
CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Il Consiglio Comunale sarà riunito in sessione ordinaria in seduta pubblica, in prima
convocazione presso la Sala Consigliare per il giorno
MERCOLEDI’ 28 APRILE 2010 ORE 21,00
Gli argomenti posti all’ordine del giorno sono i seguenti:
1. Lettura ed approvazione verbali seduta precedente.
2. Esame ed approvazione rendiconto della gestione esercizio finanziario
2009.
3. Modifiche ed integrazioni al Regolamento per l’applicazione della Tariffa
Igiene Ambientale (T.I.A.).
4. Interpellanza presentata in data 25 marzo 2010 dal Gruppo Consiliare
“Insieme per Gravellona” avente all’oggetto: Nuovo Palazzetto dello
Sport”.
5. Interpellanza presentata in data 7 aprile 2010 dal Gruppo Consiliare
“Insieme per Gravellona” avente all’oggetto: “Possibili rimborsi IVA su
Tarsu e Tia”.
6. Ordine del giorno in merito alla gestione del servizio idrico integrato.
Gravellona Toce, lì 22 aprile 2010
IL SINDACO
Avv. Massimo Giro
LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE
Il Consiglio Comunale sarà riunito in sessione ordinaria in seduta pubblica, in prima
convocazione presso la Sala Consigliare per il giorno
MERCOLEDI’ 28 APRILE 2010 ORE 21,00
Gli argomenti posti all’ordine del giorno sono i seguenti:
1. Lettura ed approvazione verbali seduta precedente.
2. Esame ed approvazione rendiconto della gestione esercizio finanziario
2009.
3. Modifiche ed integrazioni al Regolamento per l’applicazione della Tariffa
Igiene Ambientale (T.I.A.).
4. Interpellanza presentata in data 25 marzo 2010 dal Gruppo Consiliare
“Insieme per Gravellona” avente all’oggetto: Nuovo Palazzetto dello
Sport”.
5. Interpellanza presentata in data 7 aprile 2010 dal Gruppo Consiliare
“Insieme per Gravellona” avente all’oggetto: “Possibili rimborsi IVA su
Tarsu e Tia”.
6. Ordine del giorno in merito alla gestione del servizio idrico integrato.
Gravellona Toce, lì 22 aprile 2010
IL SINDACO
Avv. Massimo Giro
LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE
sabato 24 aprile 2010
BUON 25 APRILE !
[...] Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta. Quindi questa non è una Carta morta. Questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione , andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione ».
Parte del discorso che Piero Calamandrei fece in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di conferenze organizzato da un gruppo di studenti universitari di Milano nel gennaio del 1955.
http://www.casadellaresistenza.it/
venerdì 23 aprile 2010
Siamo un paese
Siamo diventati un paese in cui un latitante viene definito martire e statista.
Siamo diventati un paese in cui contano i soldi e nient'altro: chiunque ha soldi e successo si può permettere comportamenti (anche illeciti) non permessi a chi invece è un signor nessuno.
Siamo diventati un paese in cui imperversano a reti unificate personaggi come Corona, Briatore, Lapo che sono quelli che dettano mode comportamentali.
Siamo diventati un paese in cui c'hanno tartassato per mesi con l'indulto di qui, Prodi l'ha messi tutti fuori, e adesso rientrano alla chetichella 95 miliardi senza che nessuno apra bocca.
Siamo un paese in cui apprendiamo come se niente fosse che migliaia di persone vanno a lavorare ogni mattina a nero per paghe da fame, il tutto nella totale inerzia di carabinieri, finanzieri, ispettori del lavoro, sindacati.
Siamo un paese in cui (fascia d'eta 25- 64 anni) la media di chi ha la terza media è 20 punti percentuali superiore a quella europea, ma trovare lavoro per un laureato è impossibile.
Siamo un paese che manda in malora il proprio patrimonio artistico, culturale e ambientale nella totale incuranza.
Siamo un paese in cui la realtà non esiste più sopraffatta dai dibattiti nei talkshow e in cui chi governa può negare la crisi per anni e poi scoprirla di colpo come scusa per non abbassare le tasse e non effettuare quella riforma che aveva promesso nel 1994.
Siamo un paese che produce venti volte meno energia solare della Germania.
Siamo un paese che non ha più un passato su cui costruire un futuro
firmato Matteo'70
giovedì 22 aprile 2010
L'APPETITO DELLA LEGA
Nel 2009 il Veneto, che ha appena tributato un consenso elettorale record alla Lega, ha perso circa 52.000 posti di lavoro, il numero dei disoccupati ha raggiunto il livello di 126.500 persone. Secondo l’agenzia Veneto Lavoro il prodotto interno lordo in questa regione chiave dell’economia nazionale è calato del 4,8% lo scorso anno, il prodotto pro-capite è sceso ai livelli di dieci anni fa e un recupero sulla media del 2008 sarà possibile solo nel 2015, se tutto andrà per il meglio. I più colpiti, quelli che pagano gli effetti più duri della crisi, sono gli operai maschi, stranieri e con un contratto a tempo determinato. Sono stati licenziati, difficilmente troveranno un’occupazione nel breve-medio periodo. Questa è la realtà sociale ed economica del Veneto. Una realtà difficile come in molte altre regioni italiane. Poi c’è la politica, ci sono le amministrazioni, ci sono i nuovi leader leghisti. Uno si aspetterebbe che davanti a una crisi spaventosa e dopo una vittoria elettorale senza condizioni gli amministratori di Bossi affrontassero questo momento delicato con piglio deciso e provvedimenti adeguati all’emergenza. Ma, per ora, bisogna aspettare. Anche gli uomini della Lega tengono famiglia e amano i piaceri del potere. A Treviso i leghisti rifanno la sede della provincia come se fosse una reggia spendendo senza ritegno e comprando pure un tavolo di cristallo da 12mila euro ma poi negano i soldi alle scuole. La presidente della provincia e sindaco di San Donà Francesca Zaccariotto, astro nascente della Lega, appena eletta si era aumentata lo stipendio. Altri amministratori e sindaci leghisti, ad esempio ad Asolo e in altri comuni del trevigiano, hanno pensato che, crisi o non crisi, è giunto il momento di arrotondare stipendi e indennità perché non si vive solo di aria e di gloria politica. Sono solo alcuni esempi della Lega di governo e di sottogoverno raccontati nell’inchiesta di Toni Fontana che offre un punto di vista diverso e alternativo sulla classe di governo di Bossi che, accanto ad amministratori abili e presentabili, propone il sindaco di Adro che non vuole dare da mangiare ai bambini delle famiglie morose o la giunta di Brescia che nega il bonus bebè ai figli degli immigrati.
Oggi che la Lega ha in mano la guida del Piemonte e del Veneto, e partecipa al governo in Lombardia puntando anche a Palazzo Marino a Milano, mostra sul territorio la sua faccia feroce coi più deboli e, su un livello più alto di potere, capitalizza il numero dei voti esigendo, come ha detto esplicitamente Bossi, «le banche del Nord, perché ce lo chiede il popolo» e punta a infilare i suoi uomini nei consigli di amministrazione delle grandi aziende di Stato e nelle municipalizzate. Come si può contrastare questa Vandea? Con la presenza, la testimonianza forte di una politica diversa. Tonino Guerra ha scritto al Corriere della Sera per proporre al presidente della Repubblica di scegliere come senatore l’italiano «che non ci sta», l’imprenditore Silvano Lancini che ha pagato i diecimila euro di rette arretrate della mensa dei bambini di Adro. Una speranza.
Rinaldo Gianola (L'Unità 19/04/2010)
mercoledì 21 aprile 2010
Volevamo darla via gratis
Sempre con l’obiettivo di garantire la trasparenza della nostra attività di rappresentanti della minoranza pubblichiamo oggi una interpellanza presentata a febbraio sul tema “Casa dell’acqua”. Questo è un esempio con il quale viene smentito chi sostiene che la minoranza si oppone sempre e non propone, infatti non solo in questo caso abbiamo fatto una proposta concreta di iniziativa da realizzare ma addirittura ci troviamo ad essere “scippati” dell’idea stessa. Proprio questa sera durante la seduta della Commissione Ambiente sono stato redarguito da un noto esponente leghista locale (di cui non faccio il nome ma anche il cognome Federico Calefato) poiché, nella presentazione dei motivi per i quali avevo presentato la proposta, mi è “scappato” di dire che avevamo già pensato a questa idea durante la passata amministrazione, che fra l’altro ci era “scappato” di mettere anche nel programma elettorale, mi è stato quindi specificato che questa è un’idea della lega. MI FA SOLO PIACERE CHE ABBIANO ANCHE DELLE BELLE IDEE, e non intendo litigare sulla paternità di un pensiero che è fra i pochi ad essere condiviso fino ad oggi e mi rimetto alla richiesta dell’assessore Nocilla che ha chiesto espressamente a tutti di non voler mettere nessuna bandiera su questa cosa.
Per dovere di trasparenza pubblico il testo integrale dell’interpellanza che mira a realizzare almeno una casa dell'acqua in cui finalmente si potrà darla via gratis:
Gravellona Toce 19-02-2010
Oggetto: Interpellanza ai sensi dell’art. 21 del Regolamento del C.C.
ACQUA DEL SINDACO
Il sottoscritto Morandi Giovanni, Consigliere Comunale della Lista Civica “Insieme per Gravellona”, premesso che nel corso della precedente amministrazione è stata effettuata da parte dell’Ufficio Ambiente una importante campagna di sensibilizzazione per l’uso potabile dell’acqua del rubinetto, concretizzata attraverso numerose iniziative:
• Incontri divulgativi nelle scuole;
• Mostra fotografica presso la biblioteca
• Distribuzione di brochure informativa e piccolo manuale di “consumo critico dell’acqua”
• Incontro pubblico con presentazione delle modalità di controllo analitico delle acque
Premesso altresì che era stata concordata con la società Acque Nord la pubblicazione mensile sul sito della Città di Gravellona Toce dei risultati delle analisi effettuate sia nelle scuole sia in altri punti dell’acquedotto.
Premesso inoltre che a completamento dell’iniziativa era intenzione dell’amministrazione progettare e realizzare una “Casa dell’Acqua” per mettere a disposizione di tutti quella che in molti comuni e città d’Italia è stata battezzata “acqua del sindaco” e che ha avuto ovunque consensi unanimi per gli innumerevoli vantaggi che comporta;
SI CHIEDE
• Come mai sul sito della Città di Gravellona Toce le ultime analisi pubblicate risalgano al primo semestre 2009 e se sia nelle vostre intenzioni ripristinare questo importante atto di trasparenza;
• Se sia nelle intenzioni di questa amministrazione fare propria l’idea di realizzare una o più “Case dell’Acqua” e diventare così il primo comune del VCO a poter vantare una iniziativa di cui vanno orgogliose molte altre realtà, di entrambi gli schieramenti politici, per gli indubbi vantaggi economici e ambientali che comporta.
In attesa che questa interpellanza sia messa all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
domenica 18 aprile 2010
Sport e società a Casale
Siccome la Gazzetta delle sport non credo che ne parlerà, mi affianco agli altri mezzi di informazione locale per riassumere le iniziative che si sono svolte oggi a Casale Corte Cerro.
Non so se volutamente o casualmente ma oggi si concentravano diverse iniziative, non solo sportive, che hanno vista una buona partecipazione. Oltre ad un torneo giovanile di calcio, a cui partecipavano 8 squadre, si è svolta la prima edizione del Dragon triathlon al quale ho avuto il piacere di partecipare. Si è trattato di una competizione in cui si partiva con una frazione di circa 20 km in bici da corsa, seguita da una frazione in mountain bike di circa 7-8 km molto impegnativa per un percorso reso ancor più insidioso dai postumi di una leggera pioggia e un’ultima frazione di corsa su percorso misto, sentieri e strade, di circa 6 km. Trentuno le squadre iscritte, delle quali solo 4 individuali mentre tutte le altre a staffetta, che hanno affrontato la competizione con il giusto mix di agonismo e autoironia mettendo a confronto un ampio spettro di campioni, ex campioni e sportivi comuni. Nessuno dei presenti è sfuggito all’intraprendenza dei volontari che portavano avanti la terza iniziativa: distribuzione di borse di tela da personalizzare nell’ambito della campagna di sensibilizzazione per la riduzione della plastica. Si tratta di una bella iniziativa dell’Associazione Comuni Virtuosi a cui in uno slancio di intelligenza ha aderito anche la nostra Provincia come si può osservare nel sul sito (vedi link)
http://www.provincia.verbania.it/pag.php?idmenu=918&id=783&op=P
Io sarei per la messa al bando dell’uso della plastica per i sacchetti, come hanno già fatto altri governi nel mondo a differenza del nostro che ha chiesto una moratoria rispetto a questa possibilità, ma dal momento che così non è ben vengano questo tipo di iniziative. Colgo l’occasione per pubblicare il link di un sito in cui è possibile verificare gli effetti della continua diffusione nell’ambiente di plastiche di ogni genere:
http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2010/03/la-piu-grande-discarica-del-mondo.html
Ma torniamo alla gara di triathlon dove non ho perso l’occasione per correre la mia frazione con il cuore in gola dal primo all’ultimo minuto, per un totale di 23 minuti e 50 secondi, con sprint finale fianco a fianco ad una avversario che non voleva mollare fino all’ultimo metro e che mi è valso la conquista dell’ottavo posto; naturalmente devo ringraziare i miei due soci, Livio Luni per la frazione su strada e Valter Pedroni con la Mountain Bike che, nonostante le difficoltà avute al momento del cambio dove per un disguido hanno perso un paio di minuti, mi hanno permesso di partire in ottima posizione. Classifica completa e commenti sul sito “salite del VCO:
http://www.salitedelvco.it/visualizza_news.php?id=258
Siccome i vincitori sono dei miei amici, e proprio per questo proverei un particolare piacere nel batterli in qualche competizione, è con una certa sofferenza che devo anche questa volta fare loro dei meritati complimenti: Gianni Cerlini con la bici da strada, Davide Ciocca con la mountain bike e Stefano Cerlini di corsa hanno confermato che il motto “squadra vincente non si cambia” è sempre valido e si sono aggiudicati nettamente la gara. Complimenti anche agli organizzatori.
Gianni Morandi
Non so se volutamente o casualmente ma oggi si concentravano diverse iniziative, non solo sportive, che hanno vista una buona partecipazione. Oltre ad un torneo giovanile di calcio, a cui partecipavano 8 squadre, si è svolta la prima edizione del Dragon triathlon al quale ho avuto il piacere di partecipare. Si è trattato di una competizione in cui si partiva con una frazione di circa 20 km in bici da corsa, seguita da una frazione in mountain bike di circa 7-8 km molto impegnativa per un percorso reso ancor più insidioso dai postumi di una leggera pioggia e un’ultima frazione di corsa su percorso misto, sentieri e strade, di circa 6 km. Trentuno le squadre iscritte, delle quali solo 4 individuali mentre tutte le altre a staffetta, che hanno affrontato la competizione con il giusto mix di agonismo e autoironia mettendo a confronto un ampio spettro di campioni, ex campioni e sportivi comuni. Nessuno dei presenti è sfuggito all’intraprendenza dei volontari che portavano avanti la terza iniziativa: distribuzione di borse di tela da personalizzare nell’ambito della campagna di sensibilizzazione per la riduzione della plastica. Si tratta di una bella iniziativa dell’Associazione Comuni Virtuosi a cui in uno slancio di intelligenza ha aderito anche la nostra Provincia come si può osservare nel sul sito (vedi link)
http://www.provincia.verbania.it/pag.php?idmenu=918&id=783&op=P
Io sarei per la messa al bando dell’uso della plastica per i sacchetti, come hanno già fatto altri governi nel mondo a differenza del nostro che ha chiesto una moratoria rispetto a questa possibilità, ma dal momento che così non è ben vengano questo tipo di iniziative. Colgo l’occasione per pubblicare il link di un sito in cui è possibile verificare gli effetti della continua diffusione nell’ambiente di plastiche di ogni genere:
http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2010/03/la-piu-grande-discarica-del-mondo.html
Ma torniamo alla gara di triathlon dove non ho perso l’occasione per correre la mia frazione con il cuore in gola dal primo all’ultimo minuto, per un totale di 23 minuti e 50 secondi, con sprint finale fianco a fianco ad una avversario che non voleva mollare fino all’ultimo metro e che mi è valso la conquista dell’ottavo posto; naturalmente devo ringraziare i miei due soci, Livio Luni per la frazione su strada e Valter Pedroni con la Mountain Bike che, nonostante le difficoltà avute al momento del cambio dove per un disguido hanno perso un paio di minuti, mi hanno permesso di partire in ottima posizione. Classifica completa e commenti sul sito “salite del VCO:
http://www.salitedelvco.it/visualizza_news.php?id=258
Siccome i vincitori sono dei miei amici, e proprio per questo proverei un particolare piacere nel batterli in qualche competizione, è con una certa sofferenza che devo anche questa volta fare loro dei meritati complimenti: Gianni Cerlini con la bici da strada, Davide Ciocca con la mountain bike e Stefano Cerlini di corsa hanno confermato che il motto “squadra vincente non si cambia” è sempre valido e si sono aggiudicati nettamente la gara. Complimenti anche agli organizzatori.
Gianni Morandi
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